martedì 12 marzo 2013

A fine marzo...


... anche se per molti sarà un momento da celebrare, NON mangiate l'agnello (e nessun altro essere sensiente, ovvio).

Che male vi ha fatto? Come può un cucciolo di pecora cucinato con le patate redimervi da eventuali peccati? Non può. Infatti.

Da Carmilla on line riportiamo un post di A. Daniele (l'originale è qui) con rimandi all'attuale situazione politica, "ambientato" in un contesto palestinese di circa 2000 anni fa.


"E Ponzio Pilato chiese alla folla 
- Volete Gesù o Barabba?

La folla rispose
- Locusto!
E Ponzio Pilato disse
- Eh?
- Vogliamo Locusto!
- Ma non è uno dei condannati a morte - obiettò Pilato.
- Appunto! - Gridò la folla - Basta coi condannati a morte, vogliamo gente onesta!
E Gesù disse a Barabba
- Questi non hanno capito come funziona.
- Hanno capito - rispose Barabba - è che sono stronzi. Vogliono farci crocifiggere tutti e due.
Poi si rivolse alla piazza

- Amato popolo, salvami! Io sono l'innocente vittima d'una persecuzione giudiziaria! - Indicò Gesù - Il vero criminale è lui, un falso profeta che v'ha riempito di chiacchiere solo per convincervi a pagare più tasse, vi ricordate quando ha detto ''date a Cesare quel che è di Cesare''?
- Ma quella era una metafora... - disse Gesù.
- Se mi salvate - continuò Barabba - vi restituirò di tasca mia tutti gli ingiusti tributi che vi sono stati estorti!
Una parte della folla cominciò a scandire ''Barabba, Barabba''. La maggioranza continuava a inneggiare a Locusto.
In un angolo della piazza, gli apostoli discutevano.
- Non dovremmo farci sentire anche noi?
- No, dobbiamo seguire l'esempio del Maestro.
- Cioè continuare a esprimerci per metafore zoologiche? La pecora smarrita, il vitello grasso, la rana dalla bocca larga, finché non ci crocifiggono tutti?
- Potremmo cercare un accordo coi locustiani - suggerì Pietro.
- Non fanno accordi, Locusto è un predicatore apocalittico. Annuncia la fine del mondo ogni settimana, e quando non arriva, dice d'averla evitata lui.
La folla vociante attorno a loro diventava sempre più turbolenta.
Quattro soldati romani afferrarono i condannati per trascinarli via. Barabba si divincolò
- Pietà! Sono cieco!
Uno dei soldati gli sferrò un cazzotto. Barabba lo schivò. Poi disse
- Ci vedo... miracolo!
La folla gridò
- Morte al falso invalido!
Gesù disse
- Macché miracolo, io non ho fatto niente.
La folla urlò
- Morte al fancazzista!
Gli apostoli scuotevano la testa.
- Ma che succede? Alle nozze di Cana erano tutti con noi.
- Per forza, erano ubriachi.
- Abbiamo perso il contatto col paese reale.
- Se ci fosse stato Giovanni Battista... - disse Pietro.
- Basta con questa storia di Giovanni Battista! Abbiamo scelto di seguire Gesù.
- Il Battista era molto più efficace come predicatore, avrebbe convertito anche i romani.
- Ma se non ha convinto neanche noi, come faceva a convincere i romani?
- Io conosco un sacco di romani che si sarebbero convertiti se ci fosse stato Giovanni Battista - disse Giuda.
Tu conosci un sacco di romani?...
Gli apostoli si guardarono in cagnesco. Poi cominciarono a spintonarsi. In pochi minuti scoppiò una rissa che si allargò a tutta la piazza.
Ponzio Pilato fece segno ai soldati di intervenire. Poi si disse
- Basta, io me ne lavo le mani. Qui è molto peggio della Grecia. Sono proprio barbari. Una cosa del genere a Roma non sarebbe mai potuta succedere."


giovedì 7 febbraio 2013

Nota - animali, parole

Una breve nota, così, d'impulso.

Vediamo in questi giorni fotografie di candidati premier che abbracciano cuccioli (adottati o no).
Leggiamo oggi la notizia per cui "branco aggredisce anziano per noia".

Ecco: qui gli animali li amiamo e non li mangiamo.
Che gli animali vengano usati "a tradimento" per farsi pubblicità e suscitare presunta "tenerezza" in chi guarda (attenti a quei due!) o come parola per indicare un gruppo di umani che agisce in modo particolarmente efferato, ci disturba.

Gli animali (i cani, in questo caso) di loro iniziativa non si fanno fotografare a comando per alzare le percentuali di previsione di voto (siamo pressoché certi che i due personaggi l'abbiano fatto solo per questo - Maria Vittoria Brambilla insegna) e soprattutto non aggrediscono per noia ma eventualmente per fame e sopravvivenza.

Queste "bassezze calcolate e intenzionali" le fanno gli animali umani.

mercoledì 23 gennaio 2013

Taranto

Mentre gli italiani, invogliati da titoli in prima pagina della versione on line del più diffuso quotidiano nazionale, dibattono sul "dove sarà Fabrizio Corona" (ma chissenefrega!), un altro latitante è stato raggiunto in questi giorni in Inghilterra, dove si trova dallo scorso novembre nonostante sia indagato per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale.

Si tratta di Fabio Riva, vicepresidente dell'Ilva di Taranto che però resterà a Londra in libertà vigilata (l'Inghilterra ha negato l'estrazione richiesta dai giudici italiani).

Come riportato dai quotidiani, agli arresti domiciliari rimangono ad oggi Emilio e Nicola Riva, rispettivamente padre e fratello di Fabio.
Anche Luigi Capogrosso, ex direttore della fabbrica si trova ai domiciliari, mentre Girolamo Archinà, ex consulente addetto alle relazioni istituzionali, è in carcere.

La vicenda è nota ma ci interessa segnalare alcuni articoli che ne mostrino anche una visione diversa, dal punto di vista di chi non vuole sottostare al ricatto implicito (ma neanche poi tanto) de "o il lavoro o la salute".
Coloro che si stanno sbracciando e strappando i capelli sui giornali a maggiore diffusione e nelle tv, affermando che se l'azienda non può più produrre a causa della "cattivissima" magistratura che ne ha bloccato l'attività non potranno essere pagati gli stipendi, mentono sapendo di mentire.
L'azienda ha macinato profitti per anni, forse i denari guadagnati sulla pelle di chi lavora nella fabbrica e di chi vive vicino ad essa sono stati spostati altrove volontariamente per essere introvabili (fin dalle prime ricerche formali effettuate dalla GdF si è trovata poca liquidità per un'azienda che dichiarava profitti per circa 2 miliardi di euro l'anno a partire dal 1995).

La prima voce fuori dal coro è certamente quella del Comitato dei Cittadini Liberi e Pensanti, che ha "dato scandalo" e si è fatto conoscere quando ha osato irrompere con un tre ruote alla manifestazione sindacale lo scorso agosto.
Il Comitato ha un blog e una pagina facebook.

Il sito di Carmilla si occupa da tempo di questa vicenda e sono stati pubblicati vari articoli da quanto la stessa è diventata di fama nazionale.
Qui l'ultimo di questi articoli, in cui si svela la realtà dei fatti sulla situazione della produzione e delle scorte, nonché la situazione sulla salute (tra cui, la diagnosi di tumore alla prostata per un neonato di 3 giorni).
L'immagine in apertura di questo post, con un reparto desolatamente vuoto di persone e materiali, è tratta dalla pagina facebook del Comitato stesso, postata ieri sera: dov'è quindi tutto il materiale che dovrebbe essere bloccato perché non si sarebbe dovuto poter vendere e dov'è lo spazio mancante per immagazzinare altra produzione? Dove sono gli operai? In cassa integrazione.
Su Carmilla potete trovare altri articoli sulla legge promulgata ad hoc per far continuare la produzione e sulle risoluzioni AIA, sulle relazioni e i comportamenti dei sindacati e su una storia di acciaio tratta dal libro Amianto - una storia operaia di Alberto Prunetti.

Infine, a fronte di un "padron Riva" che afferma che  "le donne di casa in azienda non devono mettere piede" , in questo post una visione femminile di chi ha voluto conoscere il Comitato da vicino.

Nel frattempo oggi, per la visita del ministro Clini a Taranto, la città viene militarizzata e bloccata. Le risposte dello Stato ai cittadini che rivendicano diritti sono sempre di più di tipo repressivo, o per lo meno, di "forza preventiva" schierata a monito.

Buona lettura.

P.S. domenica 27 gennaio, Presa Diretta Rai 3 sarà dedicata all'Ilva, titolo della puntata "Lavoro Sporco".