giovedì 19 aprile 2012

La ricerca sulle staminali produce...

... ciuffi di capelli neri che finalmente risolveranno il gravissimo problema della calvizie e dei capelli bianchi, che affligge milioni di persone sul pianeta.

Eh si, avete capito bene: basta ai trapianti da coprire con le bandane, basta alle tinte che donano colori improbabili soprattutto agli uomini, finalmente la ricerca (già, quella senza la R maiuscola) sta risolvendo con l'utilizzo delle cellule staminali un gravissimo problema di salute quale...la calvizie (pare di vedere Johnny Stecchino, per cui il grande problema di Palermo era il traffico).

E' ovvio che stiamo cercando di fare ironia su qualcosa che in realtà ci disturba molto.

La notizia, riportata anche dal maggiore quotidiano italiano nella sua versione online nella categoria salute (salute?!?!) è questa: scienziati giapponesi della Tokyo University of Science hanno annunciato, con un esperimento pubblicato su Nature Communications, di aver ottenuto dei nuovi e vitali follicoli da cellule staminali, assicurando quindi il modo di restituire agli uomini la capigliatura che avevano quando erano ragazzi.

Ora, facciamoci alcune domande.

Innanzitutto, quel topolino non è calvo per sua natura, perché in natura esiste solo un piccolo roditore africano quasi completamente glabro, che è così perché si è adattato ad una vita sotterranea (si tratta dell'eterocefalo): perciò, la prima cosa che noi intelligentissimi umani abbiamo fatto è quella di modificare geneticamente un roditore perché nascesse o diventasse completamente pelato.
Oppure gli abbiamo causato moltissimo stress, tanto da fargli cadere tutta la folta pelliccia - altri studi di Yale stanno cercando di capire il meccanismo della caduta dei peli legati allo stress, utilizzando i topi.

Poi: non siamo specialisti ma sappiamo che gli studi sulle cellule staminali sono molto importanti per trovare soluzioni a malattie serie, gravi e degenerative.
Le usiamo per la calvizie??? E allora perché non usarle per l'unghia incarnita o le verruche?
Son problemi anche questi, signora mia.

Infine, ma non meno importante, anzi.
Molte associazioni animaliste si battono da anni per l' abolizione degli esperimenti effettuati sugli animali, che sono causa di sofferenza e dolore per questi esseri così simili a noi ma così diversi. Proprio questa è una delle maggiori obiezioni che vengono mosse anche da alcuni scienziati e medici che si rifiutano di fare esperimenti su esseri sensienti, preferendo metodi più scientifici e oggettivi.
In sostanza, non è detto che la reazione di un animale sia la stessa di un uomo ed infatti tutti i protocolli scientifici prevedono una sperimentazione umana prima di qualsiasi utilizzo ed immissione sul mercato di un farmaco.

Alcuni ricercatori affermano che una ricerca efficace senza animali è possibile, anzi auspicabile.
Perché insistere quindi con pratiche crudeli e "vecchie"?
Perché proprio la ricerca, che dovrebbe essere progresso, si è arenata su queste pratiche? La risposta spesso è la stessa, è una questione di costi.

Ma noi sappiamo benissimo che gli animali vengono usati per testare di tutto, come fossero delle cose, per fare esperimenti inutili (come quello di cui stiamo riportando la notizia). Saponi, detersivi, creme e persino per esempio seggiolini per le auto per i bambini (le piccole scimmie sono molto versatili, eh, sembrano proprio dei bimbi quando le si mettono sedute e legate, e possiamo sbatterle continuamente contro i muri, rompere loro gambe e braccia, fargli sbattere anche la testa più volte per vedere in quale angolazione lo scontro può essere fatale).

E ora sappiamo anche che la ricerca (ribadiamo, senza la r maiuscola), torturando dei piccoli roditori manipolati, sta lavorando per cercare una soluzione ad un NON problema, per dare la possibilità ad alcuni uomini ricchi (e sottolineiamo uomini e anche ricchi) di spendere un po' dei loro denari.

Noi stiamo dalla parte del topino.

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