La Sicilia, a causa del movimento dei forconi confluito in "Forza d'urto" insieme ad AITRAS, associazione italiana trasportatori che da più di una settimana ha bloccato i trasporti, i rifornimenti di benzina ma anche di cibo, è stata ad un passo dalla "rivoluzione" anche se oggi la protesta è ridimensionata e si sta spostando a Roma ed in altre città d'Italia.
In rete si parla già da giorni della situazione Sicilia, con particolare attenzione ad un tema che nell'informazione mainstream è tutt'ora praticamente inesistente (perché?): l'infiltrazione massiccia, addirittura la quasi totale gestione della protesta da parte di personaggi legati ai fascisti di Forza Nuova.
Oppure, a forze politiche vicine agli stessi politici che da anni governano (o, come qualcuno osa scrivere s-governano) la Sicilia da vent'anni.
Abbiamo letto e sentito delle preoccupazioni diffuse legate alla possibilità di infiltrazioni mafiose ma non una parola chiara, se non sui siti di contro-informazione, in merito a questa altrettanto allarmante verità.
Di fianco a persone che legittimamente protestano a fronte di situazioni sempre più insostenibili, di vita e di non-lavoro, sono scese in piazza figure discutibili e di chiara matrice fascista, che tentano di appropriarsi del diritto di manifestare il proprio scontento, veicolando il movimento di popolo verso richieste corporative e assistenziali piuttosto che di reale re-discussione della filiera di produzione e distribuzione soprattutto del prodotto agricolo.
Il tutto utilizzando un frasario populista e "forconista" che rischia di fare presa sullo scontento oggettivamente diffuso in tante categorie.
In modo piuttosto soft ne parla anche il sito di Libera.
In questo post un'analisi della situazione, con anche un riferimento al recente sciopero dei tassisti (che urlano frasi inneggianti alla rivolta, menano i colleghi che lavorano, cercando di menare i giornalisti che vogliono riprenderli e nessuna forza dell'ordine è intervenuta... perchè?).
Qui un'analisi del profilo facebook del movimento dei forconi.
Inoltre, da più parti si discute del fatto che i metodi di protesta hanno ben poco di democratico, che si stia volontariamente portando la popolazione al limite: in alcuni piccoli centri sono arrivati a mancare i generi alimentari di prima necessità, scuole e ospedali sono al freddo, che non si è neppure liberi di protestare oppure no e che circolano squadre per "convincere" gli indecisi.
Di come non siano chiari i veri destinatari di questa protesta.
A questo link nettamente schierato dalla parte opposta ai fascisti una interessante disamina dei fatti ma soprattutto una chiara indicazione di chi sono i rappresentanti del movimento dei forconi in Sicilia, Puglia e Calabria, tanto da detenere il dominio del sito ufficiale del movimento stesso.
Come si legge su un articolo di controlacrisi.org, "il fenomeno resta comunque qualcosa di straordinario perché finalmente si vede nei siciliani la voglia di cambiare e lottare, di rivendicare i propri diritti. Ma attenzione ai facili entusiasmi e alle strumentalizzazioni, serve lucidità e vera organizzazione".
E infatti c'è anche chi non ha paura e affronta il "pericolo", cogliendo quanto di buono ci può essere in un movimento di persone e lavoratori onesti e dignitosi.
Perché è dovere di tutti tenere gli occhi ben aperti su certi sussulti di deprecabili rinascite a destra ma è altrettanto importante sostenere le necessarie lotte di classe (in effetti, accidenti, dov'è la sinistra in Sicilia? i vuoti politici vengono sempre riempiti).
Perché c'è molta differenza tra uno sciopero organizzato correttamente e una fermata che si ritorce contro chi dovrebbe invece ottenere qualcosa dalla stessa. Ma, di nuovo, chi c'è a fianco dei danneggiati?
In ogni caso, di fronte a questa ORRENDA immagine pubblicata sul profilo facebook del movimento, dove chi commenta si chiama camerata, continuiamo a proporvi un grande classico della lotta antifascista.


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