giovedì 27 dicembre 2012

Laici auguri


Filastrocca di capodanno

Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l'anno:
voglio un gennaio col sole d'aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

Gianni Rodari


p.s. molte molte grazie a chi me l'ha inviata, ricordandomi la leggerezza e la profondità delle filastrocche di Gianni Rodari, con cui da bambina ho passato serate intere nella biblioteca di paese.

La fotografia è di un campo in Brianza, scattata lo scorso 14 dicembre. Anche nella provincia più cementificata d'Italia (54% del suolo) resistono scorci di verde, silenziosi quando imbiancati dalla neve.


giovedì 29 novembre 2012

Stato sociale, bene comune

E' di ieri l'affermazione del premier tecnico Monti in merito alla "insostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale se non ci saranno investimenti".

A questo link  una chiara spiegazione del Prof. Gallino corredata da dati oggettivi e numerici che dimostra come il problema sia un altro e come anche l'informazione sia incompleta in merito, se non addirittura scorretta.

L' F.M.I alcuni mesi fa ha affermato che il problema dell'Europa é che qui si vive troppo a lungo. Si dovrebbe morire prima perché lo stato sociale, il welfare (in particolare i vecchi ma soprattutto le vecchie) rischia di diventare insostenibile e perciò una questione seria per gli stati.

Ce la stanno mettendo tutta, tutte le recenti scelte economiche vanno in questa miope direzione. Vediamo se si può fare qualcosa per impedirlo.



P.S. il filmato è tratto dall'incontro dello scorso ottobre a Torino degli aderenti a Un Soggetto Politico Nuovo - Alleanza Beni Comuni Lavoro e Ambiente, che discute da qualche mese di questi temi. Qui qualche informazione in più su questo progetto e sul lavoro fino ad ora svolto.

martedì 4 settembre 2012

Questo è un blog vegetariano e...


... vogliamo riportare qui il link ad un interessante intervento della scrittrice italiana Lorenza Ghinelli su Carmilla. L'intervento lo potete leggere qui.

Riteniamo che vi siano spiegate molto bene le ragioni di chi vuole vedere il problema dell'alimentazione vegetariana (e vegan) non solo da un punto di vista animalista ma soprattutto ambientalista e di salute.

Nelle nostre giornate standard, nel confronto con amici e colleghi e conoscenti, soprattutto per quelli di noi che hanno fatto scelte quasi totalmente vegan - almeno dal punto di vista alimentare - è normale sentirsi dire "sei pazzo, sei malato, sei strano".

La prima risposta di chi scrive questo post, a queste osservazioni, è tendenzialmente quella "suggerita" dalla scrittrice. E cioè gli strani siete voi onnivori, che NON volete vedere quali siano i legami ovvi e dimostrati tra consumo esagerato di carne, pesce, latte, uova e alcune malattie molto diffuse in occidente.

Che NON volete vedere che la fettina di carne o il pesce che arriva sul vostro piatto - in una forma che ne nasconde e camuffa la forma e spesso l'odore originale - è stato un essere sensiente che ha sofferto in vita, oltre che al momento della morte (va beh, questo in effetti è un commento animalista!).

Un'amica recentemente mi ha raccontato che alla vista di un macellaio che divideva in due un coniglio ha avuto un conato di vomito e ha poi rinunciato al pranzo. E menomale! Speriamo non solo in quella occasione.

Gli "strani" sono gli onnivori che, anche potendo recuperare facilmente molte informazioni, vogliono chiudere gli occhi e credere alle pubblicità ingannevoli con disegni di animali felici e magari di colori improbabili che si avviano al macello cantando sotto un cielo azzurro per soddisfare i molti, ingordi bisogni di noi umani.

La verità è un'altra, basta volerla vedere.

Go veg!

lunedì 16 luglio 2012

10x100 Genova 2001 - non lasciamoli soli

Non è finita nel modo in cui tutti speravamo.

Come ha già scritto molto bene qualcuno, abbiamo (ancora una volta?) avuto la dimostrazione che le persone sono meno importanti de "la roba".

Approfondimenti qui e qui.
Un breve ma chiaro video qui.

Buona lettura e buona riflessione.


lunedì 11 giugno 2012

Ciò che si deve fare

Leggete il post al link qui sotto.
E per favore condividete quanto più possibile.

Inizia così:
"Sembra ogni volta di dover ricominciare da capo. Facciamolo, allora."

Non possiamo permetterci di tornare indietro anche su questo diritto, conquistato 34 anni fa da donne e uomini che avevano a cuore la vita delle donne ed il loro futuro.
Donne che forse, secondo i propri tempi e la propria storia personale, sono diventate anche madri. O forse no.
Stiamo rinunciando già a tanto, dal punto di vista dei diritti personali e della dignità, facciamo quanto possibile per resistere, insieme.



domenica 20 maggio 2012

Avvenimenti

Questo post è "nella tastiera" da circa un mese.
Oggi è una giornata particolarmente triste e piena di preoccupazione per quanto è accaduto ieri mattina a Brindisi alla scuola Morvillo-Falcone.

La domanda che ci ronza nella testa, dallo scorso 25 aprile, è cosa sta succedendo.

Non abbiamo le risposte. Ma facciamo, e vi chiediamo di fare con noi, alcuni ragionamenti che nascono da semplici accostamenti di fatti che sono avvenuti in questo mese intenso, culminati con l'orrore di ciò che è accaduto oggi.

Milano - Accostamento n. 1
Il prefetto, quindi un uomo di stato, autorizza una "commemorazione di un martire fascista barbaramente trucidato in gioventù".
E la parola commemorazione trae in inganno, perché questo è ciò che è successo a Milano durante questa manifestazione che si è tenuta in locali dell'auditorium della Provincia, con il pretesto della presentazione di un "film documentario" - con il contributo del Ministero della Gioventù di Giorgia Meloni - a cui hanno assistito persone che hanno sulle maglie strani simboli e innocue scritte tipo "pesta il rasta".
E ancora, dicono i sostenitori dell'iniziativa, "non si comprende perché alcuni a sinistra si siano dichiarati contrari" e perché la CGIL abbia organizzato li vicino un contro-presidio di protesta.
Ma noi, che siamo fiduciosi che questa sia un' operazione per ricordare tutti i morti allo stesso modo (come dice il vice presidente di una provincia dove sono tutti indagati), il prossimo anno ci aspettiamo di vedere analoga manifestazione in un luogo istituzionale per Fausto e Iaio.

Infine, i partecipanti alla commemorazione hanno poi anche sfilato per Milano, in questo modo. Questo video fa oggettivamente rabbrividire perché questi soggetti hanno avuto autorizzazione per questo tipo di corteo nell'aprile 2012 e non nel 1929.
E la maggiore preoccupazione della prefettura era che questi personaggi potessero venire in contatto con i noti "cattivi" dell'area antagonista di sinistra !

Il prefetto che ha autorizzato tutto ciò è la stessa persona di questa telefonata, in cui la Sig.ra Cucciolo e Amò detta l'agenda ad un funzionario dello stato per un fatto personale da risolvere (un permesso di soggiorno in scadenza a breve) e in cambio assicura che saluterà il presidente, su insistente richiesta del prefetto stesso.

Roma - accostamento n.2
Sfilano, autorizzati, i cattolici (?) del movimento pro-life (che sarebbe pro-vita) di varie sigle dai simpatici nomi, Militia Christi, Cavalieri della Luce, Fronte Antiabortista che ottengono anche pubblicità sui bus cittadini, l'appoggio di Forza Nuova (ma guarda, che caso!) ma soprattutto l'avvallo e la presenza del sindaco di Roma, lì non come semplice cittadino ma con la fascia tricolore, quindi in rappresentanza di un'istituzione dello stato italiano - laico.

Un sindaco (di storia fascista) che praticamente si genuflette, in una tale occasione, in strada, davanti ad un prete.
Cosa vogliono questi sedicenti pro-life? La vita a tutti i costi.
E quindi, vi chiederete, vogliono più consultori laici, più sostegno per le donne, più educazione sessuale per ogni individuo - già nelle scuole, più informazione sui metodi anticoncezionali anche d'emergenza cosicché la pratica legale dell'aborto, quale ultima scelta, venga il più possibile scongiurata.

E invece no, perché i pro-life vogliono la vita dell'embrione, senza se e senza ma, in tutti i casi e di conseguenza vogliono l'abolizione della 194 e lotta attiva contro le donne che, ribadiamo - legalmente, vi ricorrono.
Marcia per la vita. Di chi?

Provincia lombarda - accostamento n. 3
Domani, in provincia di Bergamo, dei "cari nostalgici" ricorderanno gli eroi caduti in guerra. Ma quali eroi? I valorosi giovani della repubblica di salò (il minuscolo non è un errore).
Anche in questo caso, commemorazione autorizzata ed anzi certamente protetta dalle forze dell'ordine per il pericolo di contro-manifestazioni, usuali a quanto pare negli anni, di facinorosi di sinistra e addirittura talvolta magari dell'ANPI che osano protestare la loro indignazione (a loro il nostro ringraziamento).
Questa manifestazione, come quella di Milano di cui sopra, è una commemorazione, quindi una libera espressione delle proprie idee (che sarebbero ancora anticostituzionali, anche se qualcuno ci ha provato, ma tant'è).

Invece l'intervento assolutamente pacifico degli attivisti NO TEM SI METRO in consiglio comunale a Gorgonzola, con una carriola e alcuni mattoni che sono stati posti a terra a costruire un muro simbolico tra il tavolo dei consiglieri ed il pubblico presente, è stato denunciato come interruzione di pubblico servizio e i mattoni hanno anche fatto pensare che quei "drogati" potessero essere violenti, perciò queste persone sono state tutte identificate e segnalate.

Genova - accostamento n. 4
Gambizzato senza serie conseguenze per la salute un dirigente di Ansaldo Nucleare, personaggi in scooter, quindi subito identificati dalla stampa mainstream come anarchici (indagini in corso).
Però, prima dichiarazione del Ministro dell'Interno: "il movimento NO TAV madre di tutte le preoccupazioni".
Le nostre preoccupazioni sono altre, invece.
Tipo che alcuni manifestanti sono in carcere da mesi con un trattamento paragonabile al regime del 41bis.

Brindisi - oggi
Al netto dello sgomento per il bersaglio dell'attentato e del dolore per la morte di una giovane donna di soli 16 anni, rimane acceso il campanello d'allarme sui molti avvenimenti degli ultimi tempi.

giovedì 19 aprile 2012

La ricerca sulle staminali produce...

... ciuffi di capelli neri che finalmente risolveranno il gravissimo problema della calvizie e dei capelli bianchi, che affligge milioni di persone sul pianeta.

Eh si, avete capito bene: basta ai trapianti da coprire con le bandane, basta alle tinte che donano colori improbabili soprattutto agli uomini, finalmente la ricerca (già, quella senza la R maiuscola) sta risolvendo con l'utilizzo delle cellule staminali un gravissimo problema di salute quale...la calvizie (pare di vedere Johnny Stecchino, per cui il grande problema di Palermo era il traffico).

E' ovvio che stiamo cercando di fare ironia su qualcosa che in realtà ci disturba molto.

La notizia, riportata anche dal maggiore quotidiano italiano nella sua versione online nella categoria salute (salute?!?!) è questa: scienziati giapponesi della Tokyo University of Science hanno annunciato, con un esperimento pubblicato su Nature Communications, di aver ottenuto dei nuovi e vitali follicoli da cellule staminali, assicurando quindi il modo di restituire agli uomini la capigliatura che avevano quando erano ragazzi.

Ora, facciamoci alcune domande.

Innanzitutto, quel topolino non è calvo per sua natura, perché in natura esiste solo un piccolo roditore africano quasi completamente glabro, che è così perché si è adattato ad una vita sotterranea (si tratta dell'eterocefalo): perciò, la prima cosa che noi intelligentissimi umani abbiamo fatto è quella di modificare geneticamente un roditore perché nascesse o diventasse completamente pelato.
Oppure gli abbiamo causato moltissimo stress, tanto da fargli cadere tutta la folta pelliccia - altri studi di Yale stanno cercando di capire il meccanismo della caduta dei peli legati allo stress, utilizzando i topi.

Poi: non siamo specialisti ma sappiamo che gli studi sulle cellule staminali sono molto importanti per trovare soluzioni a malattie serie, gravi e degenerative.
Le usiamo per la calvizie??? E allora perché non usarle per l'unghia incarnita o le verruche?
Son problemi anche questi, signora mia.

Infine, ma non meno importante, anzi.
Molte associazioni animaliste si battono da anni per l' abolizione degli esperimenti effettuati sugli animali, che sono causa di sofferenza e dolore per questi esseri così simili a noi ma così diversi. Proprio questa è una delle maggiori obiezioni che vengono mosse anche da alcuni scienziati e medici che si rifiutano di fare esperimenti su esseri sensienti, preferendo metodi più scientifici e oggettivi.
In sostanza, non è detto che la reazione di un animale sia la stessa di un uomo ed infatti tutti i protocolli scientifici prevedono una sperimentazione umana prima di qualsiasi utilizzo ed immissione sul mercato di un farmaco.

Alcuni ricercatori affermano che una ricerca efficace senza animali è possibile, anzi auspicabile.
Perché insistere quindi con pratiche crudeli e "vecchie"?
Perché proprio la ricerca, che dovrebbe essere progresso, si è arenata su queste pratiche? La risposta spesso è la stessa, è una questione di costi.

Ma noi sappiamo benissimo che gli animali vengono usati per testare di tutto, come fossero delle cose, per fare esperimenti inutili (come quello di cui stiamo riportando la notizia). Saponi, detersivi, creme e persino per esempio seggiolini per le auto per i bambini (le piccole scimmie sono molto versatili, eh, sembrano proprio dei bimbi quando le si mettono sedute e legate, e possiamo sbatterle continuamente contro i muri, rompere loro gambe e braccia, fargli sbattere anche la testa più volte per vedere in quale angolazione lo scontro può essere fatale).

E ora sappiamo anche che la ricerca (ribadiamo, senza la r maiuscola), torturando dei piccoli roditori manipolati, sta lavorando per cercare una soluzione ad un NON problema, per dare la possibilità ad alcuni uomini ricchi (e sottolineiamo uomini e anche ricchi) di spendere un po' dei loro denari.

Noi stiamo dalla parte del topino.

sabato 7 aprile 2012

Oggi lui è già morto

...e sta per arrivare sulla tavola di milioni di italiani (si stima che ogni anno, in questo periodo, vengano uccisi tre milioni di agnelli).

Certo lui non risorgerà, anche se è Pasqua ed è primavera, quando tutto rinasce e, per i credenti, Cristo risorge.

Il suo destino invece è quello, ad un mese dalla nascita (perché spesso di "vita" non si tratta, ma solo di costrizione alla crescita e all'ingrasso), di diventare materia fecale e finire giù per il tubo, dopo essere passato dal tubo digerente di persone che si definiscono umane - e non animali, come magari vorrebbe in effetti la natura.

Buona Pasqua a tutti coloro che non si ciberanno di innocenti esseri sensienti.

Agli altri...pensateci meglio, a quello che mettete nel piatto, già da dopodomani.

giovedì 1 marzo 2012

La valle che resiste

Notizia di oggi: da un treno Eurostar Frecciargento partito da Roma in direzione Brescia si è staccato di netto un portellone mentre il treno era in movimento. Nota su uno dei maggiori giornali mainstream: quello stesso portellone  è stato imbrattato dai no TAV.
Cioè, fatemi capire: se imbratto con lo spray un portellone di un Eurostar, quello si stacca?
Per fortuna (sigh) l'agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria sta indagando e si scopre che nel 2011 ci sono state 120 anomalie sui treni Eurostar.
Ma il portellone che si stacca è colpa dei no Tav.

In Italia c'è una situazione socialmente difficile (anche se come è noto siamo tutti ricchi e i ristoranti sono sempre pieni) e potenzialmente esplosiva.
Commento in prima pagina dei giornali: la Val di Susa è un pericoloso focolaio di anarchici.

Da oggi, per essere di moda non si dovrà più dire "piove, governo ladro" bensì "piove, colpa dei no Tav della Val di Susa".
Se piace, possiamo dare la colpa ai compagni resistenti della Val di Susa anche dello strano clima di 16 gradi in questi ultimi giorni di febbraio, oppure delle copiose nevicate del mese scorso e perché no, magari anche del terremoto, dello tsunami e del disastro nucleare in Giappone (forse stiamo esagerando ma perché mai dovremmo limitare la nostra fantasia?).

Le informazioni in questi giorni sono tante, si trovano ovunque in tv, sui giornali e in rete ma sono purtroppo quasi sempre solo di parte.
Di un'ampia parte (destra e quasi-sinistra unite in questo caso) che ha interesse a presentare un movimento popolare e vario solo come violento ed anarchico - per dire, continuano a mostrarci i pericolosi insultatori di pecorelle ma nessuno ci ha mostrato la veglia di preghiera no Tav davanti al CTO di Torino.
Un movimento che da più di 20 anni difende il territorio italiano da un'opera costosa e inutile  oltre che dannosa per l'ambiente. Persone che vivono quotidianamente limitazioni di movimento in un'area trasformata praticamente in zona militare, dove per transitare sui propri terreni serve un lasciapassare e dove ai posti di controllo puoi attendere anche più ore per rientrare a casa tua.

Su nessun giornale troverete motivazioni chiare e argomentate del perché questo progetto debba a tutti i costi andare avanti: troverete invece le solite dichiarazioni che ci ricordano che l'opera serve al Paese, che è stata decisa da governi democraticamente eletti e che non si può tornare indietro.
Non troverete indicazioni che spiegano come gestire buchi/trafori in una montagna che contiene amianto, non troverete dettagli su lavori assegnati senza regolari gare d'appalto richieste tra l'altro dalle normative comunitarie, non troverete informazioni in merito ad alcune società a cui sono state assegnate i lavori che sono già note alla giustizia (ma che sorpresa, si parla di 'ndrangheta...)

La decisione di effettuare quest'opera è stata presa 20 anni fa sulla base di un modello di sviluppo dell'economia (doppio sigh) che sta mostrando il suo limite (è ovviamente un'eufemismo)
Solo questo dovrebbe darci un'idea di quanto sia miope questo continuo ribadire tesi ormai superate dagli eventi oggettivi di crisi economica e produttiva.

Per noi, questi dati sono "parlanti": all'Italia, secondo le stime del 2006, l'opera in alcuni tratti costerebbe 235 milioni di euro a chilometro. Circa:
4 cm di Tav = 1 anno di pensione; 3 m di Tav = una scuola materna con quattro sezioni; 500 metri di Tav = un ospedale da 1200 posti o 226 ambulatori o 36 sale operatorie; 1 km di Tav = 55 treni pendolari nuovi.

Numeri che, specialmente in questo momento di "rigore" e di tagli lineari dovrebbero far riflettere.

Crediamo sinceramente che se alcuni dettagli fossero noti, i più capirebbero le ragioni di questa resistenza civile per il bene comune perché "per essere notav non bisogna essere valsusini, basta essere onesti e informati".

Qui e qui trovate documenti e studi, anche piuttosto tecnici e dettagliati, che spiegano il perché della contrarietà a quest'opera.

Qui potete firmare un appoggio popolare all'appello di 360 docenti e tecnici, che riassume brevemente le ragioni di cui sopra.

Un commento di Ugo Mattei dal Manifesto sui fatti specifici di questi giorni.

Forza Luca Abbà.

mercoledì 15 febbraio 2012

Ricettina per veg torta facile

Ci siamo presentati affermando che avremmo provato a trattare temi di attualità ma anche argomenti più "leggeri" ma le riflessioni che la realtà ci suggerisce, ogni giorno come urgenza, sembrano scacciare prepotentemente gli argomenti di divagazione.

Però, calma, proviamo a respirare un po', almeno per qualche ora.

Ieri, non per san valentino (san che?? ennesima festa inventata per incrementare i consumi - sigh) bensì per il compleanno di uno di noi, abbiamo cucinato e gustato una golosa, equa, etica ma soprattutto di facile realizzazione VEG TORTA al cacao.
Tutti gli ingredienti sono biologici e/o equosolidali.

Ve la proponiamo, certi che non mancherete di cimentarvi nella sua realizzazione nonché consumo!

Ingredienti:
280 g di farina bianca
180 g di zucchero integrale di canna
70 g di cacao amaro
30 g di maizena oppure 30 g di fecola di patate
380 g di latte di soia (oppure 190g soia e 190g riso)
2 tazzine da caffè colme di olio di semi di girasole (circa 120 g)
la scorza grattuggiata di 2 arance
1 bustina di lievito per dolci oppure cremortartaro

  • in una terrina mescolate lo zucchero con l'olio
  • unite la farina, la maizena (o la fecola), il cacao amaro e il lievito
  • aggiungete il latte e mescolate, facendo attenzione che non si formino grumi
  • infine aggiungete la scorza di arancia e mescolate di nuovo per bene
  • ungete una teglia con olio, spolverizzate con il pan grattato e versateci il composto
  • cuocete in forno preriscaldato a 200°C per almeno 35/40 minuti : fate comunque il controllo con uno stuzzichino prima di togliere dal forno (come saprete certamente, lo stuzzichino deve essere asciutto) 
  • guarnite a piacere con frutta di stagione quando la torta è ancora calda
Buona merenda!

mercoledì 1 febbraio 2012

Il costo reale delle centrali nucleari in Francia

Riportiamo il testo integrale di un interessante articolo uscito oggi nella sezione economia della rivista online Giornalettismo.com, autore Mazzetta.

Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/195171/il-nucleare-costa-troppo/
oppure http://mazzetta.wordpress.com


In Francia i risultati di un’inchiesta sui costi dell’atomo preoccupano Sarkozy

Dopo l’incidente di Fukushima il presidente Sarkozy ha ordinato un’inchiesta conoscitiva sui costi del nucleare, se ne è occupata la Corte dei Conti francese, che oggi ha pubblicato il risultato delle sue indagini.
IL MITO - Al tirare delle somme, la Corte ha stimato che il costo di un MW prodotto dal nucleare nel 2010 era di circa 60 euro e che nel post-2010 è destinato ad aumentare sensibilmente. Nessuna buona notizia nemmeno dall’avanzatissimo EPR in costruzione a Flamanville, se riuscirà a partire nei tempi (ora) previsti fornirà energia a un costo compreso tra i 70 e i 90€ al MW. Sfatato quindi il mito dell’energia nucleare economica, i francesi pagano una tariffa sovvenzionata e pagano l’energia elettrica la metà del suo costo di produzione, con la differenza che ovviamente è poi coperta dalla fiscalità generale a evidente beneficio per i grandi consumatori d’energia. Per dare un’idea, il costo dell’energia prodotta con l’eolico è oggi stimato dalla stessa Corte in 69€ e quello da una fonte fossile come il carbone in 44€.
COSTI SOCIALI E AMBIENTALI - Se poi si considera che le fonti fossile e il nucleare si portano dietro enormi costi sociali e ambientali più o meno occul(ta)ti e che lo stesso costo di produzione è destinato ad aumentare in controtendenza con l’evoluzione tecnologica che sta investendo il settore delle rinnovabili, la scelta razionale sta tutta dalla parte delle energie pulite. Ce ne sarebbe abbastanza per seppellire il nucleare, ma la Corte dei conti ha stilato un’analisi precisa quanto preoccupante, che per questo è stata accolta unanimemente senza polemiche dalla politica francese, con tutte le forze politiche che si sono subito impegnate ad aprire una riflessione pubblica e approfondita sul che fare del programma nucleare.
INVESTIMENTI ENERGETICI - La situazione illuminata dalla Corte dei Conti richiede decisioni veloci in tema d'investimenti energetici. Le centrali francesi stanno invecchiando e già oggi sono la fonte energetica più cara su mercato. Ogni anno che passa aumentano i costi di manutenzione, amplificati dagli investimenti che si sono dimostrati necessari dopo le analisi post-Fukushima. A prescindere dalla manutenzione, i cui costi sono aumentati e aumenteranno inesorabilmente, la Francia deve decidere in fretta che fare delle centrali che stanno raggiungendo il termine d’esercizio programmato.

LO SHOCK - Uno shock per i nuclearisti francesi, ai quali la Corte non risparmia neppure di aggiungere al conto totale, stimato a oggi in 228 miliardi di euro, i costi per lo smantellamento delle centrali e lo smaltimento delle scorie. Secondo la Corte i costi di demolizione delle centrali sono “per natura” incerti. Sono stati calcolati su un numero limitato d’esperienze che non ha paragoni con lo sforzo che sarà necessario per “mettere via” 58 reattori. E a questi bisognerà aggiungere i costi per lo smaltimento e custodia di scorie e rifiuti contaminati, che la Corte riconosce come non prevedibili. Allo stato dell’arte nella pratica nessuno ha ancora realizzato neppure il progetto di un deposito del tipo “definitivo” come quelli previsti dalla teoria e non è possibile sapere quanto costerà farli e custodirli nei secoli. L’unica certezza che hanno i francesi è che anche quando le centrali si spegneranno per sempre, le loro tasse dovranno continuare a mantenere per decenni un programma di smaltimento che nessuno oggi è  neppure in grado di progettare.
INVESTIMENTI ADEGUATI – Se non ne sarà allungata la vita, occorrerà prevedere investimenti adeguati per sostituirle o disegnare un progetto coerente di riconsiderazione del mix energetico francese, oggi dipendente al 74% dal nucleare. Per costruire nuove centrali è già troppo tardi, nel 2022 saranno 22 su 58 quelle che avranno raggiunto i quarant’anni d’esercizio e, a parte gli investimenti, non esiste neppure la capacità industriale di costruire in così poco tempo un numero di reattori sufficiente a sostituire la potenza di quelli giunti a fine vita. Prolungare la vita delle vecchie centrali porterà tuttavia il costo per MW prodotto ben oltre quello delle centrali più nuove. Oltre ad aumentare il rischio d’incidenti. Una “svista” nella programmazione che limita la scelta tra il prolungare la vita delle centrali e l'investire in altre fonti energetiche. 
A MARGINE - C’è anche una nota a margine per nulla tranquillizzante. La Corte ha valutato del tutto insufficiente il fondo di garanzia di 92 milioni di euro predisposto da EDF per l’emergenza e ha raccomandato di portarlo ad almeno 700 milioni, considerando comunque molto modesta anche tale somma in caso di disastro nucleare.

EDF E TEPCO – Una considerazione che dopo Fukushima non è stata valorizzata è proprio quella per la quale in caso di disastro l’EDF, come la TEPCO giapponese o qualsiasi altro gestore di centrali nucleari, non ha le risorse economiche per approntare soccorsi efficaci e tanto meno per pagare i danni procurati ad altri soggetti. Un’impresa nella quale non possono aiutare nemmeno le assicurazioni, che da sempre hanno rifiutato di assicurare e coprire i danni da incidenti nucleare. Un atteggiamento del tutto scevro da considerazioni ecologiche, quello degli assicuratori, che avrebbe dovuto far suonare più di un campanello ai tanti sostenitori del nucleare che hanno concluso e continuano a sostenere che sia economicamente praticabile o un rischio che vale la candela.

domenica 22 gennaio 2012

Quale forcone?

Attualmente il nostro blog si ritrova ad avere una parte di nome in comune con una delle proteste che per troppi giorni è stata lontana da tutti tranne da chi la viveva in prima persona, taciuta dai maggiori organi di informazione nazionali (giornali e tv) - perché? - ma che ora, vista la situazione, è una delle notizie da prima pagina.

La Sicilia, a causa del movimento dei forconi confluito in "Forza d'urto" insieme ad AITRAS, associazione italiana trasportatori che da più di una settimana ha bloccato i trasporti, i rifornimenti di benzina ma anche di cibo, è stata ad un passo dalla "rivoluzione" anche se oggi la protesta è ridimensionata e si sta spostando a Roma ed in altre città d'Italia.

In rete si parla già da giorni della situazione Sicilia, con particolare attenzione ad un tema che nell'informazione mainstream è tutt'ora praticamente inesistente (perché?): l'infiltrazione massiccia, addirittura la quasi totale gestione della protesta da parte di personaggi legati ai fascisti di Forza Nuova.
Oppure, a forze politiche vicine agli stessi politici che da anni governano (o, come qualcuno osa scrivere s-governano) la Sicilia da vent'anni.

Abbiamo letto e sentito delle preoccupazioni diffuse legate alla possibilità di infiltrazioni mafiose ma non una parola chiara, se non sui siti di contro-informazione, in merito a questa altrettanto allarmante verità.

Di fianco a persone che legittimamente protestano a fronte di situazioni sempre più insostenibili, di vita e di non-lavoro, sono scese in piazza figure discutibili e di chiara matrice fascista, che tentano di appropriarsi del diritto di manifestare il proprio scontento, veicolando il movimento di popolo verso richieste corporative e assistenziali piuttosto che di reale re-discussione della filiera di produzione e distribuzione soprattutto del prodotto agricolo.
Il tutto utilizzando un frasario populista e "forconista" che rischia di fare presa sullo scontento oggettivamente diffuso in tante categorie.

In modo piuttosto soft ne parla anche il sito di Libera.

In questo post un'analisi della situazione, con anche un riferimento al recente sciopero dei tassisti (che urlano frasi inneggianti alla rivolta, menano i colleghi che lavorano, cercando di menare i giornalisti che vogliono riprenderli e nessuna forza dell'ordine è intervenuta... perchè?).

Qui un'analisi del profilo facebook del movimento dei forconi.

Inoltre, da più parti si discute del fatto che i metodi di protesta hanno ben poco di democratico, che si stia volontariamente portando la popolazione al limite: in alcuni piccoli centri sono arrivati a mancare i generi alimentari di prima necessità, scuole e ospedali sono al freddo, che non si è neppure liberi di protestare oppure no e che circolano squadre per "convincere" gli indecisi.

Di come non siano chiari i veri destinatari di questa protesta.

A questo link nettamente schierato dalla parte opposta ai fascisti una interessante disamina dei fatti ma soprattutto una chiara indicazione di chi sono i rappresentanti del movimento dei forconi in Sicilia, Puglia e Calabria, tanto da detenere il dominio del sito ufficiale del movimento stesso.

Come si legge su un articolo di controlacrisi.org, "il fenomeno resta comunque qualcosa di straordinario perché finalmente si vede nei siciliani la voglia di cambiare e lottare, di rivendicare i propri diritti. Ma attenzione ai facili entusiasmi e alle strumentalizzazioni, serve lucidità e vera organizzazione".

E infatti c'è anche chi non ha paura e affronta il "pericolo", cogliendo quanto di buono ci può essere in un movimento di persone e lavoratori onesti e dignitosi.

Perché è dovere di tutti tenere gli occhi ben aperti su certi sussulti di deprecabili rinascite a destra ma è altrettanto importante sostenere le necessarie lotte di classe (in effetti, accidenti, dov'è la sinistra in Sicilia? i vuoti politici vengono sempre riempiti).

Perché c'è molta differenza tra uno sciopero organizzato correttamente e una fermata che si ritorce contro chi dovrebbe invece ottenere qualcosa dalla stessa. Ma, di nuovo, chi c'è a fianco dei danneggiati?

In ogni caso, di fronte a questa ORRENDA immagine pubblicata sul profilo facebook del movimento, dove chi commenta si chiama camerata, continuiamo a proporvi un grande classico della lotta antifascista.

venerdì 6 gennaio 2012

Propositi per il 2012

L'anno nuovo inizia sempre con dei buoni propositi, che forse servono soltanto a farci sentire un po' migliori ma che purtroppo - e per fortuna a volte - nessuno verificherà alla fine dell'anno, se non noi stessi.
Però ci sono almeno tre motivi per cui fare il proposito di optare per una scelta VEG, meglio se declinata in VEGana oppure almeno VEGetariana, e provare a ragionare seriamente su questo argomento.
Si tratta di motivazioni etiche, ambientali e di salute.
L'etica si riferisce ovviamente al riconoscere dignità a tutti gli essere viventi, anche quelli non umani, che come gli umani è evidente che reagiscono a stimoli esterni di ogni genere, soprattutto a quelli che causano dolore (fisico certamente).
Se vogliamo continuare a credere che 
- una mucca che muggisce forte quando le portano via il vitello o la attaccano per la terza volta in una giornata alle mungitrici automatiche
- un maiale che cerca di scappare quando viene braccato e urla quando viene sgozzato
- un tonno o altro pesce che sbatte sul fondo di una barca o una cesta per 45 minuti prima di morire soffocato o che viene spellato vivo o arpionato con un forcone
siano li a subire torture  e morire a causa nostra, perché è così che deve essere, perché noi siamo umani e loro sono solo animali (e neanche da compagnia, perché invece ai pet noi vogliamo bene e gli compriamo i cibi migliori e il cappottino per l'inverno), perché noi umani si possa avere tutti i giorni le nostre 4/5 razioni di proteine animali che senza non si può vivere, perché abbiamo il diritto di mangiare tutti i giorni muscoli, tendini, pelle e sangue.
Se crediamo a tutto quanto sopra e ad altre amenità simili, è evidente che abbiamo dei paraocchi e che non facciamo mai la connessione necessaria tra ciò che abbiamo nel piatto e la sua reale origine. 
Ciò che mangiamo con così tanto gusto e soddisfazione è stato un essere vivente e sensiente quanto noi.
Per quanto riguarda la motivazione ecologica, è ormai noto che il consumo eccessivo di carne e pesce, di latte e uova crea squilibri di vario genere a livello ambientale.
Per esempio, per ottenere 1 kg di carne di manzo possono occorrere fino a 100.000 litri d'acqua, mentre per 1 kg di frumento ne servono 900 e per 1 kg di soia 2000.
 [Fonte: “Water Resources: Agriculture, the Environment, and Society” An assessment of the status of water resources by David Pimentel, James Houser, Erika Preiss, Omar White, et al. Bioscience, February 1997 Vol. 47 No. 2]
Senza contare i rifiuti inquinanti prodotti dagli allevamenti, soprattutto intensivi e i danni causati a livello di emissione di CO2, di cui i poveri bovini (che certo non chiedono di nascere e vivere e morire a questo scopo) sono "colpevoli".
Uno studio condotto in Germania dall'associazione FoodWatch insieme ai ricercatori dell'Istituto tedesco per la ricerca sull'economia ecologia effettua un calcolo preciso su quanta CO2 si produca in un anno seguendo diversi tipi di alimentazione: per una migliore lettura, il raffronto è stato trasformato in km equivalenti percorsi in auto.
Ecco i risultati:
- alimentazione vegan da agricoltura bio 281 km, da agricoltura tradizionale 629 km
- alimentazione vegetariana da agricoltura bio 1.978 km, da agricoltura tradizionale 2.427 km
- alimentazione onnivora da agricoltura bio 4.377 km, da agricoltura tradizionale 4.758 km

L'impoverimento dei mari, dove per pescare tutto il vendibile possibile vengono uccisi pesci giovani, delfini e altri tursiopi, che spesso vengono ributtati in mare ormai agonizzanti, è denunciato da varie associazioni, paradossalmente anche dai pescatori stessi.
Il tonno, in natura, non si taglia con un grissino!!

E infine parliamo della nostra salute, anche se questo in effetti è l’argomento più egoista in tutto questo discorso.
Ovviamente il nostro parere non è da esperti, siamo solo degli “attivisti” soddisfatti dell’alimentazione veg.
L’argomento è ostico e certamente tocca nervi scoperti nei confronti con gli altri, soprattutto se onnivori (che ovviamente chiedono “ma allora COSA mangi?!” a cui serenamente si risponde “di tutto, tranne ciò che deriva dallo sfruttamento e dalla morte di un altro essere vivente”) e soprattutto quando di mezzo ci sono piccoli individui in crescita.
Però, una domanda semplice: se l’alimentazione onnivora è davvero ciò che serve in assoluto per stare bene (“mangio un po’ di tutto come dicono i medici”) perché siamo sempre più bombardati di pubblicità per nuovi ritrovati chimico-farmaceutici che dovrebbero aiutarci a digerire, ad andare in bagno regolarmente e a combattere l’acidità di stomaco? 
Perché ci sono sempre più vitamine ed integratori alimentari (di nuovo, prodotti chimico-farmaceutici) e aiuti per le diete dimagranti sugli scaffali dei vari punti vendita? 
Perché abbiamo bisogno di bere quotidianamente lo yogurt che contiene il bifidus attivo per aiutare il nostro intestino e quello per combattere il colesterolo cattivo?
Perché, se abbiamo capito che il fumo è una delle cause scatenanti del tumore al polmone, ci rifiutiamo di capire che un’alimentazione piena di proteine animali in eccesso è strettamente legata a problemi di circolazione sanguigna (infarto e ictus) e tumori al colon e all’intestino? 
A questo link sul sito di laverabestia.org un filmato molto interessante, pubblicato e commentato recentemente in rete, in inglese con traduzione in italiano, di un attivista americano per l’antispecismo, Gary Yourofsky (official website http://adaptt.org).
Il suo discorso appassionato, serio ma a tratti ironico è certamente efficace.

Ci sono riferimenti molto netti alle abitudini americane che a noi possono sembrare esagerate. 
Infatti, in Italia siamo già così fortunati da avere nella tradizione piatti “naturalmente” vegan poiché in tante nostre regioni i cosiddetti piatti poveri sono a base di cereali, verdure e legumi. 
Vedrete inoltre citate marche di cibi vegan che in Italia non esistono: anche in questo caso qui da noi è tutto più semplice ma ugualmente gustoso e altrettanto vario (tofu, seitan, muscolo di grano, mopur, lupino e tempeh in varie forme sono reperibili in molti negozi di alimentazione naturale).
Avvertenza: nel filmato sono presenti brevi riprese che si riferiscono alla condizione degli animali da latte e da macello, le cui immagini sono piuttosto forti. Cercate per favore di guardarle, di non chiudere gli occhi, di non “avere i paraocchi”.
Perché allora la domanda che dobbiamo farci è un’altra: se non siamo in grado di guardare come viene prodotto ciò che mangiamo tutti i giorni, più volte al giorno poiché le immagini sono cruente e crudeli e ci danno fastidio e noi "siamo sensibili", perché invece siamo tranquillamente disponibili e anzi desiderosi di ingoiare il prodotto finale di quelle azioni?
Buona visione e buona riflessione.
Ci auguriamo che GO VEG possa diventare il proposito del 2012 per molte e molte persone.