sabato 8 ottobre 2011

Volontariato


Domenica 2 ottobre si è svolta ad Arcore (che per fortuna non è solo la sede dei vergognosi fatti di cui tanto si discute) la 3° edizione di Volontariamo, fiera della solidarietà e degli stili di vita a cura delle associazioni locali di volontariato, www.volontariatoarcore.it
Direzione artistica di Musicamorfosi, www.musicamorfosi.it
Ci siamo andati nel pomeriggio e complice la bella giornata i visitatori non erano pochi, anche se avremmo sperato fossero ancora di più.
Musica in strada e nelle piazzette, con un gruppo di suonatori tamburi africani a far cantare bambini ed anziani, un duo (ragazza+ragazzo) con la chitarra ad allietare chi si fermava al punto di ristoro (gestito dagli alpini con gran sfoggio di salamelle, eh), un pianista elegante nella piazza della chiesa accompagnato da performer di danza.
Non è mancata l'animazione per i bimbi, canti e balli, teatro e disegno.
E ovviamente poi le associazioni di volontariato in mostra, dalle più conosciute anche a livello nazionale (AVIS, AIDO, Emergency, ENPA, Banca Etica) a quelle più legate alla realtà locale per l'assistenza ai malati oncologici e terminali, al disagio mentale, ai diversamente abili - con proposte di lavoro sociale nell'agricoltura (biologica, ovviamente) e nella piccola industria, introduzione allo sport e progetti di vita indipendente.
Tra le tante proposte interessanti, ci ha particolarmente colpito una donna che ha presentato un progetto per l'acqua e la riparazione dei pozzi in Burkina Faso (associazione Watinoma, www.watinoma.info).
Un cartellone espositore chiedeva ai passanti quanta acqua serve per vivere e quanta ne consumiamo.
Già, qui dove basta aprire un rubinetto per averne in abbondanza o comprarne al supermercato litri e litri nelle bottiglie di plastica (accidenti!) forse non ce lo chiediamo spesso.
La quantità di acqua che consumiamo in 10 minuti di doccia è molto probabilmente quella che una donna o un bambino del Burkina Faso riescono a recuperare a fatica dopo mezza giornata di cammino e che deve bastare loro per giorni.
Dovremmo pensarci un po' più spesso... e magari provare a ridurre la nostra doccia quotiana a pochi minuti e chiudere il rubinetto quando l'acqua non serve (che utilità ha sentire scorrere l'acqua quando ci laviamo i denti, quando gli uomini fanno la barba o quando insaponiamo i piatti?)
In Italia, un referendum ha giustamente ribadito che l'acqua è e deve rimanere pubblica, che è un bene comune di cui nessuno può disporre per suo interesse privato.
Ricordiamoci sempre che in altre zone del mondo l'accesso a questo bene primario fondamentale non è così scontato.

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