mercoledì 19 ottobre 2011

Indignados2

Dopo aver atteso questa giornata di mobilitazione mondiale, più di 950 città in circa 80 paesi, non potevamo non fare un breve commento su quanto è successo a Roma.

Lasciando passare qualche giorno però, per provare a raffreddare emozioni e pensieri, per raccogliere più informazioni possibile, leggendo e guardando un po' di tutto - visto che nessuno di noi era presente - e per vedere cosa sarebbe successo nei giorni immediatamente seguenti.

Premessa: sui giornali (lasciamo perdere la tv...) e anche in rete ovviamente è possibile trovare di tutto e non è nostra intenzione postare qui link o altro in merito.
Ognuno cerchi e si informi direttamente, secondo la propria sensibilità personale.

Però, qualche considerazione (no analisi politica sopraffine, altri la stanno facendo sicuramente meglio e con più strumenti culturali di noi) sembra opportuna.

La giornata di sabato è iniziata leggendo la mattina alcuni tweet sul blog 15O pieni di vivace eccitazione, anche di persone in altri paesi (la frase che ci piaceva era "Si los de abajo se mueven los de ariba se caen" da Madrid ed un bel messaggio su Youtube di Eduardo Galeano,
http://www.youtube.com/watch?v=uzJhNjn_ghw&feature=player_embedded) ed è poi finita nel tardo pomeriggio con tristezza e preoccupazione.

Preoccupazione:

- perché si è capito subito che i media principali avrebbero usato ciò che è accaduto (come minimo, stupido e forse distante dal sentire della maggior parte delle persone) per parlare solo di quello e lasciare da parte il messaggio principale della mobilitazione stessa;

- perché già si sta cercando di addebitare ad un movimento di resistenza sul territorio qual'è il NoTav  la responsabilità di "addestramento di frange di teppisti violenti e organizzati" che hanno distrutto un po' di tutto - anche le utilitarie parcheggiate in strada che magari qualcuno sta pagando a rate... (l'intervista al presunto black block di 30 anni che va e viene dalla Grecia e dalla Val di Susa sembra piuttosto buffa, come minimo)

-perché sulla scia di quanto è accaduto si pensa di vietare le manifestazioni di piazza (!!!) e di ripristinare leggi speciali varate in anni bui

- perché in questi giorni si parla solo di quello, e i problemi di venerdì scorso sono sempre lì, anzi peggio (pubblicazione di altre intercettazioni indecenti, che se fossero uscite PRIMA di sabato, chissà come sarebbe andata a Roma, debito Italiano ancora in crescita, agenzie di rating che adesso hanno la Francia nel mirino, aziende che chiudono e nuovi poveri che aumentano - leggere le notizie di Emergency sui nuovi punti di cura aperti nel nostro sud) ma le prime pagine sono tutte solo per Er Pelliccia Capro Espiatorio e per I Violenti Bleccheblocche

Tristezza :

- perché forse poteva andare in un altro modo - o forse no. Come si può continuare a dire che siamo arrabbiati ed indignati, che i giovani meritano un futuro diverso, che tutti meritiamo un mondo più giusto e equo senza almeno pensare che un po' di questa rabbia sarebbe uscita? Che non è che proprio tutti esprimano la propria frustrazione solo scribacchiando forsennatamente sulla tastiera di un telefono di ultima generazione o di un tablet? In una delle puntate di Presa Diretta si è visto un Grillo insolitamente serio, dire a Iacona: "io vado in piazza, invento slogan e cose assurde cercando di buttarla sul ridicolo, per cercare di incanalare questa rabbia che ha bisogno di sfoghi per non esplodere". Ora, non è che Grillo sia da considerare un martire, però dire che tutto ciò che è successo era imprevedibile è negare l'evidenza o essere totalmente disinformati

- perché tanti purtroppo avranno pensato "a queste condizioni io non manifesto più"

- perché se provi a dire a qualcuno in questi giorni "proviamo a capire le ragioni, se ce ne sono dietro questa violenza, che non significa condividere il metodo",  vieni considerato spesso un anarchico comunista terrorista (così il nostro caro premier ed i suoi pari alle prossime elezioni avrà pronto  servito il solito refrain del con me siete buoni e liberali, con gli altri siete comunisti terroristi).

Il messaggio di Eduardo Galeano fa riferimento al sacrosanto diritto di essere indignati, che è la prova che siamo vivi e siamo abbiamo dignità. Come si potrebbe meglio dire questo desiderio di cambiamento?
Noi crediamo che il cambiamento debba avvenire prima di tutto nel comportamento della singola persona, nelle sue scelte quotidiane, che debba avvenire con calma ma ferma determinazione e resistenza. Che la dignità non è discutibile mai.

Gli argomenti di cui magari parleremo qui potranno anche essere più "leggeri" (coltivazione dei germogli, pane autoprodotto, piccoli impianti fotovoltaici installati in proprio) ma che siano seri, seriosi o lievi, non potranno certo essere totalmente scollegati dal contesto.
Ed il contesto è certamente molto serio.

A presto.

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