lunedì 31 ottobre 2011

Oggi siamo 7 miliardi

Oggi siamo diventati 7 miliardi, e poco importa se è la bimba nata nelle Filippine o quella in India ad averci fatto tagliare questo traguardo.

Nel 1800 eravamo 1 miliardo, nel 2045 - con il ritmo attuale di crescita - saremo 9 miliardi.
National Geographic in collaborazione con l'Accademia cinese delle Scienze di Pechino - che ha raccolto foto attraverso programmi statali di ricerca tecnologia per 10 anni - e con l'aiuto di un artista digitale, utilizzando 7000 figure, ha ricostruito la fisionomia della tipologia umana più comune sul Pianeta Terra: si tratta di un maschio cinese di circa 28 anni (nel 2030 però l'umano-tipo avrà sembianze indiane).

Sul fatto che sia maschio non dovremmo avere dubbi: ancora oggi in molte nazioni un neonato femmina non ha le stesse "speranze di vita" di un maschio, e non per motivi naturali.

Che sia cinese è altrettanto scontato, visto che è il paese più grande e popoloso, nonostante la politica del figlio unico introdotta alla fine degli anni '70 nell'ambito della pianificazione famigliare - recentemente leggermente rivista.
A questo proposito, però, è bene ricordare che quanto sopra menzionato ha portato ad un disequilibrio, proprio in Cina, tra maschi e femmine: oggi nascono 119 maschi ogni 100 femmine e si calcola che nel 2030 vi saranno oltre 30 milioni di maschi cinesi che non potranno trovare una compagna nel loro Paese (già oggi accade che in alcune provincie si "importino" donne dai paesi amici limitrofi).

Che sia, infine, un giovane di 28 anni dà speranza per l'essere umano: i giovani sono comunque più numerosi dei vecchi, anche se non in Italia e in Europa.

Ma tutto ciò pone anche ovviamente altre domande.
Riusciremo a non distruggere il Pianeta?
Riusciremo ad invertire la rotta oppure continueremo dritti dritti verso questa deriva?
Le risorse della Terra basteranno per tutti?
Oppure, appurato che sicuramente basteranno, saremo capaci di distribuirle in un modo migliore e più equo, evitando gli sprechi per garantire a tutti un livello dignitoso di vita?

Dovremmo forse arrivare, finalmente, a pensare che non serve inventare macchinari sempre più sofisticati per trivellare ghiaccio e fondale marino per chilometri e chilometri pur di trovare altro petrolio (che muove denaro, potere e guerra) ma imparare ad utilizzare al meglio le energie rinnovabili, che si dimostrano sempre più efficaci.


Dovremmo innanzi tutto scegliere di ridurre i consumi, piuttosto che essere disposti a pagare sempre di più per poter mantenere quelli attuali.

Dovremmo impegnarci ad essere un esempio virtuoso per i Paesi in via di sviluppo, in modo che diventi anacronistico accusare l'occidente di essere cresciuto a spese del Pianeta e, ora che tocca agli altri, alzare bandiere ambientaliste che possono sembrare fuori luogo.

Ci piacerebbe che la qualità della vita non fosse misurata in base alla quantità delle cose che si possiedono.

E' certo anche che non possiamo bacchettare, come cattivi maestri, chi sta lavorando per uscire da livelli di povertà assoluta, chiedendo loro di fare tutto lo sforzo per salvare la Terra dopo che per qualche secolo qui si è gozzovigliato spensieratamente.

La riduzione della popolazione, è noto, passa attraverso una maggiore scolarizzazione, soprattutto delle bambine. Tutti i Paesi che investono in una migliore istruzione hanno visto diminuire il proprio tasso di crescita della popolazione.

La sfida forse non è tanto quella di ridurre le persone ma di renderle tutte più compatibili con l'ambiente naturale in cui vivono.

A questo link un breve video di National Geographic sull'argomento.
http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2011/01/18/video/7_bilion-171131/index.html

Le fotografie sono tratte dal sito di National Geographic:
la prima è di Citta del Messico, fotografo Pablo López Luz.
La seconda invece è una vetta, svanita in un giorno, dei monti Appalachi in West Virginia, fotografia di J. Henry Fair, dove le società minerarie lavorano senza sosta per estrarre il carbone necessario a produrre la metà dell'elettricità negli USA.

mercoledì 19 ottobre 2011

il nostro Pianeta Verde

Uno dei film più conosciuti in aree ambientaliste che promuovono il cambiamento è Il Pianeta Verde, buffo ma, insomma, niente di più, un tentativo un po' piacione di diffondere delle idee valide in modo (solo) simpatico.
E anche, soprattutto oggi, con un'impostazione new age oggettivamente datata.

A questo link un messaggio di Eduardo Galeano (che colpevolmente, prima di questo 15O , onestamente non conoscevamo) sul diritto di sognare il mondo in cui vorremmo vivere.

Commovente e molto "connesso".
http://www.youtube.com/watch?v=OIf9dVSgAaU

Buona notte, buoni sogni.

Indignados2

Dopo aver atteso questa giornata di mobilitazione mondiale, più di 950 città in circa 80 paesi, non potevamo non fare un breve commento su quanto è successo a Roma.

Lasciando passare qualche giorno però, per provare a raffreddare emozioni e pensieri, per raccogliere più informazioni possibile, leggendo e guardando un po' di tutto - visto che nessuno di noi era presente - e per vedere cosa sarebbe successo nei giorni immediatamente seguenti.

Premessa: sui giornali (lasciamo perdere la tv...) e anche in rete ovviamente è possibile trovare di tutto e non è nostra intenzione postare qui link o altro in merito.
Ognuno cerchi e si informi direttamente, secondo la propria sensibilità personale.

Però, qualche considerazione (no analisi politica sopraffine, altri la stanno facendo sicuramente meglio e con più strumenti culturali di noi) sembra opportuna.

La giornata di sabato è iniziata leggendo la mattina alcuni tweet sul blog 15O pieni di vivace eccitazione, anche di persone in altri paesi (la frase che ci piaceva era "Si los de abajo se mueven los de ariba se caen" da Madrid ed un bel messaggio su Youtube di Eduardo Galeano,
http://www.youtube.com/watch?v=uzJhNjn_ghw&feature=player_embedded) ed è poi finita nel tardo pomeriggio con tristezza e preoccupazione.

Preoccupazione:

- perché si è capito subito che i media principali avrebbero usato ciò che è accaduto (come minimo, stupido e forse distante dal sentire della maggior parte delle persone) per parlare solo di quello e lasciare da parte il messaggio principale della mobilitazione stessa;

- perché già si sta cercando di addebitare ad un movimento di resistenza sul territorio qual'è il NoTav  la responsabilità di "addestramento di frange di teppisti violenti e organizzati" che hanno distrutto un po' di tutto - anche le utilitarie parcheggiate in strada che magari qualcuno sta pagando a rate... (l'intervista al presunto black block di 30 anni che va e viene dalla Grecia e dalla Val di Susa sembra piuttosto buffa, come minimo)

-perché sulla scia di quanto è accaduto si pensa di vietare le manifestazioni di piazza (!!!) e di ripristinare leggi speciali varate in anni bui

- perché in questi giorni si parla solo di quello, e i problemi di venerdì scorso sono sempre lì, anzi peggio (pubblicazione di altre intercettazioni indecenti, che se fossero uscite PRIMA di sabato, chissà come sarebbe andata a Roma, debito Italiano ancora in crescita, agenzie di rating che adesso hanno la Francia nel mirino, aziende che chiudono e nuovi poveri che aumentano - leggere le notizie di Emergency sui nuovi punti di cura aperti nel nostro sud) ma le prime pagine sono tutte solo per Er Pelliccia Capro Espiatorio e per I Violenti Bleccheblocche

Tristezza :

- perché forse poteva andare in un altro modo - o forse no. Come si può continuare a dire che siamo arrabbiati ed indignati, che i giovani meritano un futuro diverso, che tutti meritiamo un mondo più giusto e equo senza almeno pensare che un po' di questa rabbia sarebbe uscita? Che non è che proprio tutti esprimano la propria frustrazione solo scribacchiando forsennatamente sulla tastiera di un telefono di ultima generazione o di un tablet? In una delle puntate di Presa Diretta si è visto un Grillo insolitamente serio, dire a Iacona: "io vado in piazza, invento slogan e cose assurde cercando di buttarla sul ridicolo, per cercare di incanalare questa rabbia che ha bisogno di sfoghi per non esplodere". Ora, non è che Grillo sia da considerare un martire, però dire che tutto ciò che è successo era imprevedibile è negare l'evidenza o essere totalmente disinformati

- perché tanti purtroppo avranno pensato "a queste condizioni io non manifesto più"

- perché se provi a dire a qualcuno in questi giorni "proviamo a capire le ragioni, se ce ne sono dietro questa violenza, che non significa condividere il metodo",  vieni considerato spesso un anarchico comunista terrorista (così il nostro caro premier ed i suoi pari alle prossime elezioni avrà pronto  servito il solito refrain del con me siete buoni e liberali, con gli altri siete comunisti terroristi).

Il messaggio di Eduardo Galeano fa riferimento al sacrosanto diritto di essere indignati, che è la prova che siamo vivi e siamo abbiamo dignità. Come si potrebbe meglio dire questo desiderio di cambiamento?
Noi crediamo che il cambiamento debba avvenire prima di tutto nel comportamento della singola persona, nelle sue scelte quotidiane, che debba avvenire con calma ma ferma determinazione e resistenza. Che la dignità non è discutibile mai.

Gli argomenti di cui magari parleremo qui potranno anche essere più "leggeri" (coltivazione dei germogli, pane autoprodotto, piccoli impianti fotovoltaici installati in proprio) ma che siano seri, seriosi o lievi, non potranno certo essere totalmente scollegati dal contesto.
Ed il contesto è certamente molto serio.

A presto.

giovedì 13 ottobre 2011

make the connection

La politica applicata alla vita quotidiana è ciò che qui preferiamo.
Niente ci sembra più politico del fare una scelta individuale consapevole che, se moltiplicata milioni di volte, diventa sociale ed economica.

Smettiamo di mangiare animali e/o loro derivati (o almeno riduciamoli drasticamente, per cominciare) e scegliamo prodotti vegetali, locali, di stagione, preferibilmente biologici e possibilmente acquistati direttamente dal produttore o tramite un Gas (delle cui logiche condivisibili parleremo anche qui).

Ridurremo così la richiesta di mercato (mercato! stiamo parlando di esseri sensienti, a cui però non viene dato nessun valore, se non quello al chilo da cadavere - sempre più basso, tra l'altro) per la carne e per i latticini.
Di conseguenza, forse riusciremo a ridurre gli allevamenti intensivi, fonte anche di inquinamento dell'ambiente, i costi di trasporto (di animali vivi e di carcasse ben impacchettate e abbellite da un marketing sapiente per arrivare sugli scaffali dei supermercati e nelle vetrine dei negozi) ed i guadagni di poche grandi aziende del settore alimentare (multinazionali, sempre più spesso).

Privilegiamo un consumo che sia etico, equo e solidale per tutti gli esseri viventi (non solo per gli umani).
E chissà che qualcosa non si smuova anche nell'altra politica.

Il fatto che tutto ciò non sia facile e che il cambiamento non sarà immediato non deve essere un alibi per non iniziare mai.

Nel frattempo, fate la connessione ... e abbiate il coraggio di guardare fino in fondo il film documentario Earthlings - Terrestri scaricabile gratuitamente dal seguente link:
http://laverabestia.org/page.php?page=6

GO VEG!

lunedì 10 ottobre 2011

Indignados

Buffo (???) l'intervento di una ragazza cinese che studia all'Università Bocconi questa sera a l'Infedele su La7 che dice, sostanzialmente, agli italiani, ai greci, agli indignados spagnoli presenti in studio e indirettamente anche a chi protesta da settimane a Wall Street , che bisogna smettere di protestare e di parlare a vanvera e bisogna cominciare a pensare cosa possiamo fare noi per cambiare la situazione .

Qui nessuno è economista esperto e non si hanno soluzioni totali e perfette a tutti i problemi seri e gravi dell'Europa e del mondo (se non proposte di piccole rivoluzioni nei comportamenti individuali).
Però queste parole dette, da una giovane che viene da un paese dove protestare è vietato e praticamente impossibile (infatti chi vuole dare un segnale di protesta si suicida dandosi fuoco o buttandosi dalla finestra del  dormitorio all'interno della fabbrica dove vive) e dove un artista noto in tutto il mondo viene incarcerato perché osa criticare alcune scelte del regime,  fanno un po' paura.

In questo blog ci ricordiamo benissimo della sofferenza e dell'emozione che ha suscitato la rivolta di piazza Tien'anmen nella primavera di più di 20 anni fa, quando sono stati massacrati migliaia di studenti inermi che chiedevano solo di incontrare i loro governanti ai quali fare proposte per il futuro del proprio paese.
Gli studenti cinesi del 2011 dovrebbero almeno ricordare chi in passato ha lottato anche per dar loro, oggi, la possibilità di uscire dalla Cina e studiare in un' università privata in Italia.


Con tutto il rispetto per la Cina e le sue millenarie tradizioni , democrazia (quella vera, non quel teatrino vergognoso che è diventata oggi l'espressione politica in Italia) significa anche poter dire apertamente "quello che state creando per me non è il mondo che voglio, non mi piace e non è questo il futuro in cui voglio vivere". 
In Cina questa possibilità non esiste.
Nel nord Africa da mesi giovani donne e uomini combattono e muoiono per ottenere qualcosa di simile.


Il diritto alla libertà e dignità personale per ogni individuo dovrebbe essere inalienabile, ovunque (va beh, è un sogno).


Link:


http://15ottobre.wordpress.com/
http://wearethe99percent.tumblr.com/

sabato 8 ottobre 2011

Volontariato


Domenica 2 ottobre si è svolta ad Arcore (che per fortuna non è solo la sede dei vergognosi fatti di cui tanto si discute) la 3° edizione di Volontariamo, fiera della solidarietà e degli stili di vita a cura delle associazioni locali di volontariato, www.volontariatoarcore.it
Direzione artistica di Musicamorfosi, www.musicamorfosi.it
Ci siamo andati nel pomeriggio e complice la bella giornata i visitatori non erano pochi, anche se avremmo sperato fossero ancora di più.
Musica in strada e nelle piazzette, con un gruppo di suonatori tamburi africani a far cantare bambini ed anziani, un duo (ragazza+ragazzo) con la chitarra ad allietare chi si fermava al punto di ristoro (gestito dagli alpini con gran sfoggio di salamelle, eh), un pianista elegante nella piazza della chiesa accompagnato da performer di danza.
Non è mancata l'animazione per i bimbi, canti e balli, teatro e disegno.
E ovviamente poi le associazioni di volontariato in mostra, dalle più conosciute anche a livello nazionale (AVIS, AIDO, Emergency, ENPA, Banca Etica) a quelle più legate alla realtà locale per l'assistenza ai malati oncologici e terminali, al disagio mentale, ai diversamente abili - con proposte di lavoro sociale nell'agricoltura (biologica, ovviamente) e nella piccola industria, introduzione allo sport e progetti di vita indipendente.
Tra le tante proposte interessanti, ci ha particolarmente colpito una donna che ha presentato un progetto per l'acqua e la riparazione dei pozzi in Burkina Faso (associazione Watinoma, www.watinoma.info).
Un cartellone espositore chiedeva ai passanti quanta acqua serve per vivere e quanta ne consumiamo.
Già, qui dove basta aprire un rubinetto per averne in abbondanza o comprarne al supermercato litri e litri nelle bottiglie di plastica (accidenti!) forse non ce lo chiediamo spesso.
La quantità di acqua che consumiamo in 10 minuti di doccia è molto probabilmente quella che una donna o un bambino del Burkina Faso riescono a recuperare a fatica dopo mezza giornata di cammino e che deve bastare loro per giorni.
Dovremmo pensarci un po' più spesso... e magari provare a ridurre la nostra doccia quotiana a pochi minuti e chiudere il rubinetto quando l'acqua non serve (che utilità ha sentire scorrere l'acqua quando ci laviamo i denti, quando gli uomini fanno la barba o quando insaponiamo i piatti?)
In Italia, un referendum ha giustamente ribadito che l'acqua è e deve rimanere pubblica, che è un bene comune di cui nessuno può disporre per suo interesse privato.
Ricordiamoci sempre che in altre zone del mondo l'accesso a questo bene primario fondamentale non è così scontato.

Vegetarian week


Apriamo questo blog segnalando un'iniziativa mondiale che si terrà nel corso di questa settimana: fino al prossimo 7 ottobre si celebrerà la settimana vegetariana www.vegetarianweek.org
Anche in Italia si terranno alcune manifestazioni nelle maggiori città.
Commenti sugli allevamenti intensivi e le scelte sostenibili nel post : 
A presto

Arriviamo...