Nonostante la nostra scarsa attitudine a frequentare messa&co., ieri abbiamo voluto essere presenti alla funzione celebrata in stazione Centrale sottopasso Tonale da Don Antonio Mazzi per tutti i poveri di Milano.
Avremmo voluto vedere più cittadini milanesi presenti ma evidentemente questa messa delle 14.30 celebrata per gli ultimi della città non "vale" quanto la messa della mezzanotte in Duomo e nelle altre chiese, dove è possibile sfoggiare abiti nuovi e visi contriti e concentrati nella preghiera (!).
O ancora, forse, la messa delle 14.30, che ha visto presenti i City Angels, non piace proprio a tutti - noi ne abbiamo conosciuti alcuni e li abbiamo visti nelle loro attività con chi ha bisogno di aiuto, di ogni genere, e per quanto ci riguarda le 5 persone che abbiamo incontrato svolgono un "lavoro" egregio e pieno di umanità.
Per noi, le parole di Don Mazzi sono stato quanto di più religioso, sociale e politico si sia sentito in questi ultimi tempi.
Parole chiare, semplici, decise, di accusa ma anche di speranza.
(Non è proprio questo che dovrebbe essere il Natale nel suo senso più vero e profondo? Non dovrebbe essere semplicemente la rinnovata speranza di una luce nuova che porti amore e giustizia, senza i tanti finti orpelli che gli abbiamo appiccicato nei secoli?)
Prima della funzione Don Mazzi ha parlato personalmente con alcuni presenti ed un uomo ha quasi urlato che, di questo passo, l'anno prossimo a questa messa non saremmo stati in 1.000 ma in 10.000.
Don Mazzi ha ripreso questa frase nella sua omelia.
La nuova povertà ha il nome di "mancanza di lavoro".
Ha parlato delle tante richieste che arrivano sul suo tavolo che nell'ultimo anno riguardano molto spesso donne, uomini e anche intere famiglie in difficoltà dopo aver perso il lavoro e di conseguenza la casa, vista l'impossibilità di pagare un affitto. E infine dell'incapacità involontaria e dolorosa di avere anche il minimo indispensabile per nutrire i figli.
Canone d'affitto che a Milano, denuncia il Don, è altissimo e per essere equo dovrebbe essere ridotto di almeno cinque volte. Da qui la richiesta alla nuova amministrazione cittadina di avere una migliore gestione di tutte quelle case vuote che possono e devono essere riempite ma non con l'occupazione che deriva dalla rabbia ma dal riconoscimento del diritto ad un' abitazione dignitosa.
In questo senso, ha rivolto anche un pensiero agli studenti fuori sede, il futuro del nostro Paese, che spesso non sono in grado di pagare affitti in nero di 350 euro a testa per 4 persone in un minuscolo appartamento da 40 mq.
In tutto questo, dove sono i cattolici, si chiede Don Mazzi? Perché non vogliono vedere, o peggio, sono proprio la causa del problema?
Gesù guarderà noi, qui, adesso che siamo riuniti in preghiera in una strada oppure guarderà solo alla grande messa in Duomo?
Don Mazzi afferma che Gesù è il primo senzatetto della storia, allontanato in povertà dalla città sia al momento della sua nascita che in quello della morte.
Il vero messaggio del Vangelo è quello di essere vicini al povero e di aiutarlo in ogni modo possibile (a questo punto Don Mazzi fa un riferimento molto preciso agli ori della chiesa che potrebbero e dovrebbero essere utilizzati in un modo certamente migliore).
Se le persone ma soprattutto i cattolici, quelli che "sono cattolico perché vado in chiesa" non hanno ancora capito il messaggio più importante del Vangelo, allora che smettano di definirsi tali. Don Mazzi dice chiaramente, più di una volta, "io mi vergogno di loro".
E conclude, con un po' di amarezza, che ogni anno la situazione è peggiore perciò è evidente che il messaggio primario ancora non è passato.
A fine funzione, una preghiera ed un applauso di solidarietà ai lavoratori della Wagon-lits che hanno occupato da settimane un pilone della stazione Centrale per protesta contro la perdita del lavoro.
**********************
Oggi leggiamo in un blog un commento negativo, seppur rispettoso, nei confronti di Don Mazzi, che celebrerà una messa anche al circo, noto luogo di sfruttamento di animali non umani.
In noi, però, rimane vivo e pieno di rabbia mista a commozione il significato profondo delle parole dell'omelia di Don Antonio di ieri pomeriggio, di fronte a donne e uomini e ragazzi e anche qualche bimbo (accidenti) che ogni giorno lottano per mantenere la propria dignità.
Parole di un religioso speciale (ce ne sono altri, ma non molti...) che nella vita reale e pratica quotidianamente lavora per rendere vere le parole del Vangelo in cui ha fede.
Parole sentite direttamente, che una volta tanto hanno fatto in modo che anche noi fossimo pienamente d'accordo con un prete.
Auguri sinceri a tutti coloro che forse non hanno più nulla da perdere se non la vita stessa ma anche a chi ogni giorno si impegna e lotta perché il giorno seguente possa essere migliore per tutti.
domenica 25 dicembre 2011
giovedì 8 dicembre 2011
Fantastici germogli _ 1° parte
Sul nostro canale youtube un breve filmato per la coltivazione casalinga dei germogli.
Seguiranno semplici indicazioni sulla loro composizione ed utilizzo.
Buona visione.
http://youtu.be/seb18Nux-7Y
Seguiranno semplici indicazioni sulla loro composizione ed utilizzo.
Buona visione.
http://youtu.be/seb18Nux-7Y
venerdì 2 dicembre 2011
1° dicembre giornata mondiale di lotta all'AIDS

E' notizia di oggi che, nella giornata mondiale di lotta all'AIDS, nelle varie sedi Rai pare sia arrivata lo scorso mercoledì una mail a firma di Laura De Pasquale, funzionario della tv di stato, volta a vietare nelle trasmissioni in cui questo tema è stato trattato l'utilizzo della parola preservativo. La richiesta dello zelante funzionario (accidenti, una donna) è stata di "limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test HIV in caso di potenziale rischio".
Che frase forbita ed elegante per non dire un ben più chiaro ed efficace: "Ragazzi, uomini, donne, tutti, usate il preservativo, vi protegge da infezioni pericolose".
Non cambia nulla: pur di non scontentare o scandalizzare l'elettorato cattolico, in un Paese laico, alle soglie del 2012 quando ormai è noto a chiunque che il profilattico è l'unico strumento efficace di prevenzione contro le malattie infettive a trasmissione sessuale, nelle reti della TV pubblica è posto un veto su questa informazione, basilare e necessaria per modificare veramente i numeri delle persone che ogni anno contraggono il/i virus.
Secondo l'ISS, per quanto riguarda l'HIV, nell'ultimo decennio sono in aumento le infezioni acquisite attraverso contatti sessuali (anche etero), i casi fra le persone con oltre 50 anni di età e fra i residenti di origine straniera, mentre si registra un calo netto delle infezioni trasmesse attraverso il consumo di sostanze per via iniettiva e la diminuzione della quota di infezioni al femminile.
Sull'accesso alle cure per i malati c'è ancora molto da fare, il 50% nel mondo ne è totalmente escluso.
Questo blog ovviamente non è il servizio pubblico ma intanto...
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Seguono alcuni link con il backstage della campagna LILA 2012
http://www.lila.it/camp2012/proteggiti_semplicemente.htm
http://www.youtube.com/watch?v=-T7ojhSC5PU
http://www.youtube.com/watch?v=2QG6R_PbRa4&feature=share
lunedì 28 novembre 2011
Lo spreco alimentare e la colletta del 26 novembre
Lo scorso sabato 26 novembre è stata la giornata della colletta alimentare, gestita dalla Fondazione Banco Alimentare.Per vari motivi, non abbiamo aderito a questa proposta che negli scorsi anni invece non ci era sembrata poi così male.
In effetti, in un momento in cui da ogni parte ci viene detto, e in alcuni luoghi si può vedere con i propri occhi, che la povertà è in aumento e che sono sempre di più le persone costrette a rivolgersi ad associazioni che si occupano di assistenza alimentare e anche abitativa - persone fino a ieri con una vita dignitosa che scivolano nella povertà a causa "semplicemente" della perdita del lavoro salariato - sembra brutto e cinico e anti-sociale non partecipare ad un'iniziativa nazionale di questo genere.
Ci sono però alcuni spunti di riflessione, ripresi anche dalla rete, che ci hanno fatto pensare e decidere di non partecipare.
La Fondazione Banco Alimentare è parte integrante della Compagnia delle Opere, che come tutti sappiamo è il braccio attivo di Comunione e Liberazione.
Che è a sua volta strettamente legata alla Fondazione San Raffaele, nell'occhio del ciclone in questo ultimo periodo a causa dei comportamenti finanziari disinvolti del suo fondatore e di chi lo circonda, che hanno portato al commissariamento della Fondazione stessa e dell'ospedale, riconosciuto centro di eccellenza medica.
Sono notizie recenti, e fortunatamente conosciute dall'opinione pubblica, l'acquisto da parte della Fondazione di un aereo di lusso di quasi 20 milioni di Euro per i viaggi tra Roma, Olbia ed il Brasile oppure la costruzione, sulla gigantesca cupola di Milano dell'edificio che ospita l'università, di un angelo in vetroresina e acciaio inox, alto più di 8 metri che è costato 2,5 milioni di Euro.
Perciò quest'anno consideriamo la partecipazione alla colletta alimentare non solo una scelta di tipo umanitario ma anche etica e di opportunità politica e sociale.
E ci chiediamo : è etico che una fondazione che ha "chiuso gli occhi", sicuramente da anni, davanti a tanto spreco venga a chiedere a pensionati e lavoratori e cittadini di donare, facendoli quasi sentire in colpa se non lo fanno?
Noi crediamo di no.
Senza contare che dal punto di vista prettamente economico, acquistare prodotti nuovi da dare in beneficenza alla fine della catena distributiva è paradossale.
E' ovvio che non pensiamo che non si debba fare niente, al contrario, serve fare di più.
Ma suggeriamo di rivolgerci ad associazioni locali, laiche e anche cattoliche, di cui si conosce e si possa valutare direttamente l'azione.
Basta guardarsi intorno (con il principio dei cerchi concentrici) con un po' di attenzione e le occasioni per donare si trovano sicuramente: in alcuni piccoli paesi queste attività vengono svolte dalla sezione locale del sindacato oppure dal parroco, per esempio.
Inoltre, pensiamo che sarebbe opportuno diffondere un diverso modo di fare "beneficienza", che parta dagli attori della catena distributiva e non - solo - da fondo.
Le nostre pattumiere straripano di materiale ancora utilizzabile e anche su questo argomento veniamo riempiti di informazioni e di dati su cosa potremmo fare per ridurre gli sprechi, soprattutto quelli alimentari che dal punto di vista etico sono oggettivamente i peggiori.
Il 10% dei soldi spesi dagli italiani per l'acquisto di prodotti alimentari finisce nella spazzatura, quantificabile mediamente in circa 600 Euro a famiglia, pari ad 1/3 di quando acquistato. Economicamente, buttiamo 37 miliardi di Euro, il 3% del PIL italiano.
1 miliardo di persone non ha cibo per sopravvivere, 1,5 miliardi di persone soffre invece per malattie dovute al troppo cibo.
Si stima che nel 2009 siano stati sprecati 20 milioni di tonnellate di cibo, capaci di sfamare la popolazione di uno stato europeo, la Spagna, con 3 pasti al giorno per un anno.
In Italia è attiva da anni l'Associazione Last Minute Market, a cui anche il programma SuperQuark ha dedicato un servizio la scorsa estate
http://www.lastminutemarket.it/
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3ead0cf3-c3c0-4a9a-859d-693abbd5e01d.html#p=0
Last Minute Market nasce come attività di ricerca dell'Università di Bologna nel 1998 e dal 2003 è diventata una realtà imprenditoriale e opera su tutto il territorio nazionale con progetti territoriali per il recupero dei beni invenduti (o non commercializzabili perché vicini alla scadenza o perché su una confezione di più pezzi uno dei tanti è danneggiato) a favore di enti caritativi.
Nelle condizioni sopra citate, il prodotto che è ancora utilizzabile diventa però nullo, perde il suo prezzo perché commercialmente non ha più un valore e addirittura diventa un costo, anche ambientale, perché deve essere smaltito.
L'idea vincente ed apparentemente banale ma almeno inizialmente di non facile applicazione, come lo stesso Professor Andrea Segrè, ideatore del progetto racconta, è quella di recuperare ciò che è ancora utile e donarlo a chi ne ha bisogno.
Meno sprechi, meno rifiuti, meno inquinamento, più cibo da distribuire equamente, più solidarietà, più risparmio.
Quindi, se proprio non possiamo fare a meno di acquistare i prodotti in grandi catene di distribuzione perché nella nostra aerea di residenza è ormai rimasta poca altra scelta (purtroppo in alcune zone ci sono enormi centri commerciali a distanza di 10 km l'uno dall'altro, e nel mezzo i supermarket di paese...), cerchiamo almeno di scegliere aziende che siano legate a questo progetto o ad uno simile (ove possibile, ovviamente sono largamente preferibili i produttori locali magari biologici, i Gruppi di Acquisto Solidale, i piccoli negozi).
Chiediamo al banco del servizio clienti se la catena partecipa a questo tipo di iniziative e se la risposta è no (e lo sarà probabilmente, per svariati motivi che a noi sembreranno scuse farlocche), facciamoci portatori attivi di questo tipo di istanze.
Anche questa piccola azione personale ci rende consumatori più consapevoli.
Crediamo che anche questi minimi gesti individuali, se moltiplicati e diffusi, possono essere in grado di spostare le scelte economiche e le politiche distributive.
Buone "buone azioni" a tutti.
venerdì 18 novembre 2011
Una legge bancaria diversa e il diritto di manifestare
A questo link un manifesto interessante su una proposta concreta (ma possibile?) di modifica all' attuale regolamentazione del sistema bancario.
Questo comitato si ispira alla legge Glass-Steagall (dal nome dei suoi promotori negli Stati Uniti, il senatore Carter Glass e il deputato Henry B. Steagall) voluta nel 1933 dal Presidente degli Stati Uniti F.D. Roosevelt. L'atto fu poi abrogato, con nuove disposizioni, da Bill Clinton nel 1999 e anche in tutte le economie occidentali.
Il Glass-Steagall Act sanciva una chiara separazione tra le banche d’affari e le tradizionali banche di deposito che erogano credito a sostegno delle imprese e delle famiglie.
Dopo la sua abrogazione, le banche hanno riunito i servizi bancari, di investimento e assicurativi e hanno preso a operare in borsa.
Ciò che è successo, soprattutto dal 2008 ad oggi, è storia nota.
Per chi conosce l'inglese, un interessante intervento di Robert B. Reich (Docente di Politiche pubbliche all’Università di Berkeley (California) e Ministro del Lavoro USA nel periodo di presidenza di Bill Clinton) al MLK Jr. Student Center, University of California Berkeley in occasione del 15° annual Mario Savio Memorial Lecture & Young Activist Award del 15 nov.
Anche oggi qui da noi gli studenti sono scesi in piazza nelle maggiori città al grido di salviamo la scuola (pubblica) e non le banche.
A Manhattan agli attivisti di OWS è stato impedito, in modo piuttosto "deciso", da qualche giorno di piantare tende e la protesta sta quindi diventando "mobile".
Per ora, per fortuna, le proteste e le istanze di rinnovamento e di ripensamento del sistema non si sono spente.
domenica 13 novembre 2011
12 novembre 2011
Buongiorno a tutti.
Oggi vi dedichiamo questa canzone.
Ci saranno mille considerazioni da fare e ognuno, come sempre, farà le proprie.
Ma oggi alziamo le nostre voci e noi lo facciamo così.
Buona domenica.
"Sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti"
Antonio Gramsci, Scritti Giovanili
http://www.youtube.com/watch?v=4CI3lhyNKfo&feature=related
Oggi vi dedichiamo questa canzone.
Ci saranno mille considerazioni da fare e ognuno, come sempre, farà le proprie.
Ma oggi alziamo le nostre voci e noi lo facciamo così.
Buona domenica.
"Sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti"
Antonio Gramsci, Scritti Giovanili
http://www.youtube.com/watch?v=4CI3lhyNKfo&feature=related
lunedì 31 ottobre 2011
Oggi siamo 7 miliardi
Oggi siamo diventati 7 miliardi, e poco importa se è la bimba nata nelle Filippine o quella in India ad averci fatto tagliare questo traguardo.
Nel 1800 eravamo 1 miliardo, nel 2045 - con il ritmo attuale di crescita - saremo 9 miliardi.
National Geographic in collaborazione con l'Accademia cinese delle Scienze di Pechino - che ha raccolto foto attraverso programmi statali di ricerca tecnologia per 10 anni - e con l'aiuto di un artista digitale, utilizzando 7000 figure, ha ricostruito la fisionomia della tipologia umana più comune sul Pianeta Terra: si tratta di un maschio cinese di circa 28 anni (nel 2030 però l'umano-tipo avrà sembianze indiane).
Sul fatto che sia maschio non dovremmo avere dubbi: ancora oggi in molte nazioni un neonato femmina non ha le stesse "speranze di vita" di un maschio, e non per motivi naturali.
Che sia cinese è altrettanto scontato, visto che è il paese più grande e popoloso, nonostante la politica del figlio unico introdotta alla fine degli anni '70 nell'ambito della pianificazione famigliare - recentemente leggermente rivista.
A questo proposito, però, è bene ricordare che quanto sopra menzionato ha portato ad un disequilibrio, proprio in Cina, tra maschi e femmine: oggi nascono 119 maschi ogni 100 femmine e si calcola che nel 2030 vi saranno oltre 30 milioni di maschi cinesi che non potranno trovare una compagna nel loro Paese (già oggi accade che in alcune provincie si "importino" donne dai paesi amici limitrofi).
Che sia, infine, un giovane di 28 anni dà speranza per l'essere umano: i giovani sono comunque più numerosi dei vecchi, anche se non in Italia e in Europa.
Ma tutto ciò pone anche ovviamente altre domande.
Riusciremo a non distruggere il Pianeta?
Riusciremo ad invertire la rotta oppure continueremo dritti dritti verso questa deriva?
Le risorse della Terra basteranno per tutti?
Oppure, appurato che sicuramente basteranno, saremo capaci di distribuirle in un modo migliore e più equo, evitando gli sprechi per garantire a tutti un livello dignitoso di vita?
Dovremmo forse arrivare, finalmente, a pensare che non serve inventare macchinari sempre più sofisticati per trivellare ghiaccio e fondale marino per chilometri e chilometri pur di trovare altro petrolio (che muove denaro, potere e guerra) ma imparare ad utilizzare al meglio le energie rinnovabili, che si dimostrano sempre più efficaci.
Dovremmo innanzi tutto scegliere di ridurre i consumi, piuttosto che essere disposti a pagare sempre di più per poter mantenere quelli attuali.
Dovremmo impegnarci ad essere un esempio virtuoso per i Paesi in via di sviluppo, in modo che diventi anacronistico accusare l'occidente di essere cresciuto a spese del Pianeta e, ora che tocca agli altri, alzare bandiere ambientaliste che possono sembrare fuori luogo.
Ci piacerebbe che la qualità della vita non fosse misurata in base alla quantità delle cose che si possiedono.
E' certo anche che non possiamo bacchettare, come cattivi maestri, chi sta lavorando per uscire da livelli di povertà assoluta, chiedendo loro di fare tutto lo sforzo per salvare la Terra dopo che per qualche secolo qui si è gozzovigliato spensieratamente.
La riduzione della popolazione, è noto, passa attraverso una maggiore scolarizzazione, soprattutto delle bambine. Tutti i Paesi che investono in una migliore istruzione hanno visto diminuire il proprio tasso di crescita della popolazione.
La sfida forse non è tanto quella di ridurre le persone ma di renderle tutte più compatibili con l'ambiente naturale in cui vivono.
A questo link un breve video di National Geographic sull'argomento.
http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2011/01/18/video/7_bilion-171131/index.html
Le fotografie sono tratte dal sito di National Geographic:
la prima è di Citta del Messico, fotografo Pablo López Luz.
La seconda invece è una vetta, svanita in un giorno, dei monti Appalachi in West Virginia, fotografia di J. Henry Fair, dove le società minerarie lavorano senza sosta per estrarre il carbone necessario a produrre la metà dell'elettricità negli USA.
Nel 1800 eravamo 1 miliardo, nel 2045 - con il ritmo attuale di crescita - saremo 9 miliardi.
National Geographic in collaborazione con l'Accademia cinese delle Scienze di Pechino - che ha raccolto foto attraverso programmi statali di ricerca tecnologia per 10 anni - e con l'aiuto di un artista digitale, utilizzando 7000 figure, ha ricostruito la fisionomia della tipologia umana più comune sul Pianeta Terra: si tratta di un maschio cinese di circa 28 anni (nel 2030 però l'umano-tipo avrà sembianze indiane).
Sul fatto che sia maschio non dovremmo avere dubbi: ancora oggi in molte nazioni un neonato femmina non ha le stesse "speranze di vita" di un maschio, e non per motivi naturali.
Che sia cinese è altrettanto scontato, visto che è il paese più grande e popoloso, nonostante la politica del figlio unico introdotta alla fine degli anni '70 nell'ambito della pianificazione famigliare - recentemente leggermente rivista.
A questo proposito, però, è bene ricordare che quanto sopra menzionato ha portato ad un disequilibrio, proprio in Cina, tra maschi e femmine: oggi nascono 119 maschi ogni 100 femmine e si calcola che nel 2030 vi saranno oltre 30 milioni di maschi cinesi che non potranno trovare una compagna nel loro Paese (già oggi accade che in alcune provincie si "importino" donne dai paesi amici limitrofi).
Che sia, infine, un giovane di 28 anni dà speranza per l'essere umano: i giovani sono comunque più numerosi dei vecchi, anche se non in Italia e in Europa.
Ma tutto ciò pone anche ovviamente altre domande.
Riusciremo a non distruggere il Pianeta?
Riusciremo ad invertire la rotta oppure continueremo dritti dritti verso questa deriva?
Le risorse della Terra basteranno per tutti?
Oppure, appurato che sicuramente basteranno, saremo capaci di distribuirle in un modo migliore e più equo, evitando gli sprechi per garantire a tutti un livello dignitoso di vita?
Dovremmo forse arrivare, finalmente, a pensare che non serve inventare macchinari sempre più sofisticati per trivellare ghiaccio e fondale marino per chilometri e chilometri pur di trovare altro petrolio (che muove denaro, potere e guerra) ma imparare ad utilizzare al meglio le energie rinnovabili, che si dimostrano sempre più efficaci.Dovremmo innanzi tutto scegliere di ridurre i consumi, piuttosto che essere disposti a pagare sempre di più per poter mantenere quelli attuali.
Dovremmo impegnarci ad essere un esempio virtuoso per i Paesi in via di sviluppo, in modo che diventi anacronistico accusare l'occidente di essere cresciuto a spese del Pianeta e, ora che tocca agli altri, alzare bandiere ambientaliste che possono sembrare fuori luogo.
Ci piacerebbe che la qualità della vita non fosse misurata in base alla quantità delle cose che si possiedono.
E' certo anche che non possiamo bacchettare, come cattivi maestri, chi sta lavorando per uscire da livelli di povertà assoluta, chiedendo loro di fare tutto lo sforzo per salvare la Terra dopo che per qualche secolo qui si è gozzovigliato spensieratamente.
La riduzione della popolazione, è noto, passa attraverso una maggiore scolarizzazione, soprattutto delle bambine. Tutti i Paesi che investono in una migliore istruzione hanno visto diminuire il proprio tasso di crescita della popolazione.
La sfida forse non è tanto quella di ridurre le persone ma di renderle tutte più compatibili con l'ambiente naturale in cui vivono.
A questo link un breve video di National Geographic sull'argomento.
http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2011/01/18/video/7_bilion-171131/index.html
Le fotografie sono tratte dal sito di National Geographic:
la prima è di Citta del Messico, fotografo Pablo López Luz.
La seconda invece è una vetta, svanita in un giorno, dei monti Appalachi in West Virginia, fotografia di J. Henry Fair, dove le società minerarie lavorano senza sosta per estrarre il carbone necessario a produrre la metà dell'elettricità negli USA.
mercoledì 19 ottobre 2011
il nostro Pianeta Verde
Uno dei film più conosciuti in aree ambientaliste che promuovono il cambiamento è Il Pianeta Verde, buffo ma, insomma, niente di più, un tentativo un po' piacione di diffondere delle idee valide in modo (solo) simpatico.
E anche, soprattutto oggi, con un'impostazione new age oggettivamente datata.
A questo link un messaggio di Eduardo Galeano (che colpevolmente, prima di questo 15O , onestamente non conoscevamo) sul diritto di sognare il mondo in cui vorremmo vivere.
Commovente e molto "connesso".
http://www.youtube.com/watch?v=OIf9dVSgAaU
Buona notte, buoni sogni.
E anche, soprattutto oggi, con un'impostazione new age oggettivamente datata.
A questo link un messaggio di Eduardo Galeano (che colpevolmente, prima di questo 15O , onestamente non conoscevamo) sul diritto di sognare il mondo in cui vorremmo vivere.
Commovente e molto "connesso".
http://www.youtube.com/watch?v=OIf9dVSgAaU
Buona notte, buoni sogni.
Indignados2
Dopo aver atteso questa giornata di mobilitazione mondiale, più di 950 città in circa 80 paesi, non potevamo non fare un breve commento su quanto è successo a Roma.
Lasciando passare qualche giorno però, per provare a raffreddare emozioni e pensieri, per raccogliere più informazioni possibile, leggendo e guardando un po' di tutto - visto che nessuno di noi era presente - e per vedere cosa sarebbe successo nei giorni immediatamente seguenti.
Premessa: sui giornali (lasciamo perdere la tv...) e anche in rete ovviamente è possibile trovare di tutto e non è nostra intenzione postare qui link o altro in merito.
Ognuno cerchi e si informi direttamente, secondo la propria sensibilità personale.
Però, qualche considerazione (no analisi politica sopraffine, altri la stanno facendo sicuramente meglio e con più strumenti culturali di noi) sembra opportuna.
La giornata di sabato è iniziata leggendo la mattina alcuni tweet sul blog 15O pieni di vivace eccitazione, anche di persone in altri paesi (la frase che ci piaceva era "Si los de abajo se mueven los de ariba se caen" da Madrid ed un bel messaggio su Youtube di Eduardo Galeano,
http://www.youtube.com/watch?v=uzJhNjn_ghw&feature=player_embedded) ed è poi finita nel tardo pomeriggio con tristezza e preoccupazione.
Preoccupazione:
- perché si è capito subito che i media principali avrebbero usato ciò che è accaduto (come minimo, stupido e forse distante dal sentire della maggior parte delle persone) per parlare solo di quello e lasciare da parte il messaggio principale della mobilitazione stessa;
- perché già si sta cercando di addebitare ad un movimento di resistenza sul territorio qual'è il NoTav la responsabilità di "addestramento di frange di teppisti violenti e organizzati" che hanno distrutto un po' di tutto - anche le utilitarie parcheggiate in strada che magari qualcuno sta pagando a rate... (l'intervista al presunto black block di 30 anni che va e viene dalla Grecia e dalla Val di Susa sembra piuttosto buffa, come minimo)
-perché sulla scia di quanto è accaduto si pensa di vietare le manifestazioni di piazza (!!!) e di ripristinare leggi speciali varate in anni bui
- perché in questi giorni si parla solo di quello, e i problemi di venerdì scorso sono sempre lì, anzi peggio (pubblicazione di altre intercettazioni indecenti, che se fossero uscite PRIMA di sabato, chissà come sarebbe andata a Roma, debito Italiano ancora in crescita, agenzie di rating che adesso hanno la Francia nel mirino, aziende che chiudono e nuovi poveri che aumentano - leggere le notizie di Emergency sui nuovi punti di cura aperti nel nostro sud) ma le prime pagine sono tutte solo per Er Pelliccia Capro Espiatorio e per I Violenti Bleccheblocche
Tristezza :
- perché forse poteva andare in un altro modo - o forse no. Come si può continuare a dire che siamo arrabbiati ed indignati, che i giovani meritano un futuro diverso, che tutti meritiamo un mondo più giusto e equo senza almeno pensare che un po' di questa rabbia sarebbe uscita? Che non è che proprio tutti esprimano la propria frustrazione solo scribacchiando forsennatamente sulla tastiera di un telefono di ultima generazione o di un tablet? In una delle puntate di Presa Diretta si è visto un Grillo insolitamente serio, dire a Iacona: "io vado in piazza, invento slogan e cose assurde cercando di buttarla sul ridicolo, per cercare di incanalare questa rabbia che ha bisogno di sfoghi per non esplodere". Ora, non è che Grillo sia da considerare un martire, però dire che tutto ciò che è successo era imprevedibile è negare l'evidenza o essere totalmente disinformati
- perché tanti purtroppo avranno pensato "a queste condizioni io non manifesto più"
- perché se provi a dire a qualcuno in questi giorni "proviamo a capire le ragioni, se ce ne sono dietro questa violenza, che non significa condividere il metodo", vieni considerato spesso un anarchico comunista terrorista (così il nostro caro premier ed i suoi pari alle prossime elezioni avrà pronto servito il solito refrain del con me siete buoni e liberali, con gli altri siete comunisti terroristi).
Il messaggio di Eduardo Galeano fa riferimento al sacrosanto diritto di essere indignati, che è la prova che siamo vivi e siamo abbiamo dignità. Come si potrebbe meglio dire questo desiderio di cambiamento?
Noi crediamo che il cambiamento debba avvenire prima di tutto nel comportamento della singola persona, nelle sue scelte quotidiane, che debba avvenire con calma ma ferma determinazione e resistenza. Che la dignità non è discutibile mai.
Gli argomenti di cui magari parleremo qui potranno anche essere più "leggeri" (coltivazione dei germogli, pane autoprodotto, piccoli impianti fotovoltaici installati in proprio) ma che siano seri, seriosi o lievi, non potranno certo essere totalmente scollegati dal contesto.
Ed il contesto è certamente molto serio.
A presto.
Lasciando passare qualche giorno però, per provare a raffreddare emozioni e pensieri, per raccogliere più informazioni possibile, leggendo e guardando un po' di tutto - visto che nessuno di noi era presente - e per vedere cosa sarebbe successo nei giorni immediatamente seguenti.
Premessa: sui giornali (lasciamo perdere la tv...) e anche in rete ovviamente è possibile trovare di tutto e non è nostra intenzione postare qui link o altro in merito.
Ognuno cerchi e si informi direttamente, secondo la propria sensibilità personale.
Però, qualche considerazione (no analisi politica sopraffine, altri la stanno facendo sicuramente meglio e con più strumenti culturali di noi) sembra opportuna.
La giornata di sabato è iniziata leggendo la mattina alcuni tweet sul blog 15O pieni di vivace eccitazione, anche di persone in altri paesi (la frase che ci piaceva era "Si los de abajo se mueven los de ariba se caen" da Madrid ed un bel messaggio su Youtube di Eduardo Galeano,
http://www.youtube.com/watch?v=uzJhNjn_ghw&feature=player_embedded) ed è poi finita nel tardo pomeriggio con tristezza e preoccupazione.
Preoccupazione:
- perché si è capito subito che i media principali avrebbero usato ciò che è accaduto (come minimo, stupido e forse distante dal sentire della maggior parte delle persone) per parlare solo di quello e lasciare da parte il messaggio principale della mobilitazione stessa;
- perché già si sta cercando di addebitare ad un movimento di resistenza sul territorio qual'è il NoTav la responsabilità di "addestramento di frange di teppisti violenti e organizzati" che hanno distrutto un po' di tutto - anche le utilitarie parcheggiate in strada che magari qualcuno sta pagando a rate... (l'intervista al presunto black block di 30 anni che va e viene dalla Grecia e dalla Val di Susa sembra piuttosto buffa, come minimo)
-perché sulla scia di quanto è accaduto si pensa di vietare le manifestazioni di piazza (!!!) e di ripristinare leggi speciali varate in anni bui
- perché in questi giorni si parla solo di quello, e i problemi di venerdì scorso sono sempre lì, anzi peggio (pubblicazione di altre intercettazioni indecenti, che se fossero uscite PRIMA di sabato, chissà come sarebbe andata a Roma, debito Italiano ancora in crescita, agenzie di rating che adesso hanno la Francia nel mirino, aziende che chiudono e nuovi poveri che aumentano - leggere le notizie di Emergency sui nuovi punti di cura aperti nel nostro sud) ma le prime pagine sono tutte solo per Er Pelliccia Capro Espiatorio e per I Violenti Bleccheblocche
Tristezza :
- perché forse poteva andare in un altro modo - o forse no. Come si può continuare a dire che siamo arrabbiati ed indignati, che i giovani meritano un futuro diverso, che tutti meritiamo un mondo più giusto e equo senza almeno pensare che un po' di questa rabbia sarebbe uscita? Che non è che proprio tutti esprimano la propria frustrazione solo scribacchiando forsennatamente sulla tastiera di un telefono di ultima generazione o di un tablet? In una delle puntate di Presa Diretta si è visto un Grillo insolitamente serio, dire a Iacona: "io vado in piazza, invento slogan e cose assurde cercando di buttarla sul ridicolo, per cercare di incanalare questa rabbia che ha bisogno di sfoghi per non esplodere". Ora, non è che Grillo sia da considerare un martire, però dire che tutto ciò che è successo era imprevedibile è negare l'evidenza o essere totalmente disinformati
- perché tanti purtroppo avranno pensato "a queste condizioni io non manifesto più"
- perché se provi a dire a qualcuno in questi giorni "proviamo a capire le ragioni, se ce ne sono dietro questa violenza, che non significa condividere il metodo", vieni considerato spesso un anarchico comunista terrorista (così il nostro caro premier ed i suoi pari alle prossime elezioni avrà pronto servito il solito refrain del con me siete buoni e liberali, con gli altri siete comunisti terroristi).
Il messaggio di Eduardo Galeano fa riferimento al sacrosanto diritto di essere indignati, che è la prova che siamo vivi e siamo abbiamo dignità. Come si potrebbe meglio dire questo desiderio di cambiamento?
Noi crediamo che il cambiamento debba avvenire prima di tutto nel comportamento della singola persona, nelle sue scelte quotidiane, che debba avvenire con calma ma ferma determinazione e resistenza. Che la dignità non è discutibile mai.
Gli argomenti di cui magari parleremo qui potranno anche essere più "leggeri" (coltivazione dei germogli, pane autoprodotto, piccoli impianti fotovoltaici installati in proprio) ma che siano seri, seriosi o lievi, non potranno certo essere totalmente scollegati dal contesto.
Ed il contesto è certamente molto serio.
A presto.
giovedì 13 ottobre 2011
make the connection
La politica applicata alla vita quotidiana è ciò che qui preferiamo.
Niente ci sembra più politico del fare una scelta individuale consapevole che, se moltiplicata milioni di volte, diventa sociale ed economica.
Smettiamo di mangiare animali e/o loro derivati (o almeno riduciamoli drasticamente, per cominciare) e scegliamo prodotti vegetali, locali, di stagione, preferibilmente biologici e possibilmente acquistati direttamente dal produttore o tramite un Gas (delle cui logiche condivisibili parleremo anche qui).
Ridurremo così la richiesta di mercato (mercato! stiamo parlando di esseri sensienti, a cui però non viene dato nessun valore, se non quello al chilo da cadavere - sempre più basso, tra l'altro) per la carne e per i latticini.
Di conseguenza, forse riusciremo a ridurre gli allevamenti intensivi, fonte anche di inquinamento dell'ambiente, i costi di trasporto (di animali vivi e di carcasse ben impacchettate e abbellite da un marketing sapiente per arrivare sugli scaffali dei supermercati e nelle vetrine dei negozi) ed i guadagni di poche grandi aziende del settore alimentare (multinazionali, sempre più spesso).
Privilegiamo un consumo che sia etico, equo e solidale per tutti gli esseri viventi (non solo per gli umani).
E chissà che qualcosa non si smuova anche nell'altra politica.
Il fatto che tutto ciò non sia facile e che il cambiamento non sarà immediato non deve essere un alibi per non iniziare mai.
Nel frattempo, fate la connessione ... e abbiate il coraggio di guardare fino in fondo il film documentario Earthlings - Terrestri scaricabile gratuitamente dal seguente link:
http://laverabestia.org/page.php?page=6
GO VEG!
Niente ci sembra più politico del fare una scelta individuale consapevole che, se moltiplicata milioni di volte, diventa sociale ed economica.
Smettiamo di mangiare animali e/o loro derivati (o almeno riduciamoli drasticamente, per cominciare) e scegliamo prodotti vegetali, locali, di stagione, preferibilmente biologici e possibilmente acquistati direttamente dal produttore o tramite un Gas (delle cui logiche condivisibili parleremo anche qui).
Ridurremo così la richiesta di mercato (mercato! stiamo parlando di esseri sensienti, a cui però non viene dato nessun valore, se non quello al chilo da cadavere - sempre più basso, tra l'altro) per la carne e per i latticini.
Di conseguenza, forse riusciremo a ridurre gli allevamenti intensivi, fonte anche di inquinamento dell'ambiente, i costi di trasporto (di animali vivi e di carcasse ben impacchettate e abbellite da un marketing sapiente per arrivare sugli scaffali dei supermercati e nelle vetrine dei negozi) ed i guadagni di poche grandi aziende del settore alimentare (multinazionali, sempre più spesso).
Privilegiamo un consumo che sia etico, equo e solidale per tutti gli esseri viventi (non solo per gli umani).
E chissà che qualcosa non si smuova anche nell'altra politica.
Il fatto che tutto ciò non sia facile e che il cambiamento non sarà immediato non deve essere un alibi per non iniziare mai.
Nel frattempo, fate la connessione ... e abbiate il coraggio di guardare fino in fondo il film documentario Earthlings - Terrestri scaricabile gratuitamente dal seguente link:
http://laverabestia.org/page.php?page=6
lunedì 10 ottobre 2011
Indignados
Buffo (???) l'intervento di una ragazza cinese che studia all'Università Bocconi questa sera a l'Infedele su La7 che dice, sostanzialmente, agli italiani, ai greci, agli indignados spagnoli presenti in studio e indirettamente anche a chi protesta da settimane a Wall Street , che bisogna smettere di protestare e di parlare a vanvera e bisogna cominciare a pensare cosa possiamo fare noi per cambiare la situazione .
Qui nessuno è economista esperto e non si hanno soluzioni totali e perfette a tutti i problemi seri e gravi dell'Europa e del mondo (se non proposte di piccole rivoluzioni nei comportamenti individuali).
Però queste parole dette, da una giovane che viene da un paese dove protestare è vietato e praticamente impossibile (infatti chi vuole dare un segnale di protesta si suicida dandosi fuoco o buttandosi dalla finestra del dormitorio all'interno della fabbrica dove vive) e dove un artista noto in tutto il mondo viene incarcerato perché osa criticare alcune scelte del regime, fanno un po' paura.
In questo blog ci ricordiamo benissimo della sofferenza e dell'emozione che ha suscitato la rivolta di piazza Tien'anmen nella primavera di più di 20 anni fa, quando sono stati massacrati migliaia di studenti inermi che chiedevano solo di incontrare i loro governanti ai quali fare proposte per il futuro del proprio paese.
Gli studenti cinesi del 2011 dovrebbero almeno ricordare chi in passato ha lottato anche per dar loro, oggi, la possibilità di uscire dalla Cina e studiare in un' università privata in Italia.
Con tutto il rispetto per la Cina e le sue millenarie tradizioni , democrazia (quella vera, non quel teatrino vergognoso che è diventata oggi l'espressione politica in Italia) significa anche poter dire apertamente "quello che state creando per me non è il mondo che voglio, non mi piace e non è questo il futuro in cui voglio vivere".
In Cina questa possibilità non esiste.
Nel nord Africa da mesi giovani donne e uomini combattono e muoiono per ottenere qualcosa di simile.
Il diritto alla libertà e dignità personale per ogni individuo dovrebbe essere inalienabile, ovunque (va beh, è un sogno).
Link:
http://15ottobre.wordpress.com/
http://wearethe99percent.tumblr.com/
Qui nessuno è economista esperto e non si hanno soluzioni totali e perfette a tutti i problemi seri e gravi dell'Europa e del mondo (se non proposte di piccole rivoluzioni nei comportamenti individuali).
Però queste parole dette, da una giovane che viene da un paese dove protestare è vietato e praticamente impossibile (infatti chi vuole dare un segnale di protesta si suicida dandosi fuoco o buttandosi dalla finestra del dormitorio all'interno della fabbrica dove vive) e dove un artista noto in tutto il mondo viene incarcerato perché osa criticare alcune scelte del regime, fanno un po' paura.
In questo blog ci ricordiamo benissimo della sofferenza e dell'emozione che ha suscitato la rivolta di piazza Tien'anmen nella primavera di più di 20 anni fa, quando sono stati massacrati migliaia di studenti inermi che chiedevano solo di incontrare i loro governanti ai quali fare proposte per il futuro del proprio paese.
Gli studenti cinesi del 2011 dovrebbero almeno ricordare chi in passato ha lottato anche per dar loro, oggi, la possibilità di uscire dalla Cina e studiare in un' università privata in Italia.
Con tutto il rispetto per la Cina e le sue millenarie tradizioni , democrazia (quella vera, non quel teatrino vergognoso che è diventata oggi l'espressione politica in Italia) significa anche poter dire apertamente "quello che state creando per me non è il mondo che voglio, non mi piace e non è questo il futuro in cui voglio vivere".
In Cina questa possibilità non esiste.
Nel nord Africa da mesi giovani donne e uomini combattono e muoiono per ottenere qualcosa di simile.
Il diritto alla libertà e dignità personale per ogni individuo dovrebbe essere inalienabile, ovunque (va beh, è un sogno).
Link:
http://15ottobre.wordpress.com/
http://wearethe99percent.tumblr.com/
sabato 8 ottobre 2011
Volontariato
Domenica 2 ottobre si è svolta ad Arcore (che per fortuna non è solo la sede dei vergognosi fatti di cui tanto si discute) la 3° edizione di Volontariamo, fiera della solidarietà e degli stili di vita a cura delle associazioni locali di volontariato, www.volontariatoarcore.it
Direzione artistica di Musicamorfosi, www.musicamorfosi.it
Ci siamo andati nel pomeriggio e complice la bella giornata i visitatori non erano pochi, anche se avremmo sperato fossero ancora di più.Musica in strada e nelle piazzette, con un gruppo di suonatori tamburi africani a far cantare bambini ed anziani, un duo (ragazza+ragazzo) con la chitarra ad allietare chi si fermava al punto di ristoro (gestito dagli alpini con gran sfoggio di salamelle, eh), un pianista elegante nella piazza della chiesa accompagnato da performer di danza.
Non è mancata l'animazione per i bimbi, canti e balli, teatro e disegno.
E ovviamente poi le associazioni di volontariato in mostra, dalle più conosciute anche a livello nazionale (AVIS, AIDO, Emergency, ENPA, Banca Etica) a quelle più legate alla realtà locale per l'assistenza ai malati oncologici e terminali, al disagio mentale, ai diversamente abili - con proposte di lavoro sociale nell'agricoltura (biologica, ovviamente) e nella piccola industria, introduzione allo sport e progetti di vita indipendente.
Tra le tante proposte interessanti, ci ha particolarmente colpito una donna che ha presentato un progetto per l'acqua e la riparazione dei pozzi in Burkina Faso (associazione Watinoma, www.watinoma.info).Un cartellone espositore chiedeva ai passanti quanta acqua serve per vivere e quanta ne consumiamo.
Già, qui dove basta aprire un rubinetto per averne in abbondanza o comprarne al supermercato litri e litri nelle bottiglie di plastica (accidenti!) forse non ce lo chiediamo spesso.
La quantità di acqua che consumiamo in 10 minuti di doccia è molto probabilmente quella che una donna o un bambino del Burkina Faso riescono a recuperare a fatica dopo mezza giornata di cammino e che deve bastare loro per giorni.
Dovremmo pensarci un po' più spesso... e magari provare a ridurre la nostra doccia quotiana a pochi minuti e chiudere il rubinetto quando l'acqua non serve (che utilità ha sentire scorrere l'acqua quando ci laviamo i denti, quando gli uomini fanno la barba o quando insaponiamo i piatti?)
In Italia, un referendum ha giustamente ribadito che l'acqua è e deve rimanere pubblica, che è un bene comune di cui nessuno può disporre per suo interesse privato.
Ricordiamoci sempre che in altre zone del mondo l'accesso a questo bene primario fondamentale non è così scontato.
Vegetarian week
Apriamo questo blog segnalando un'iniziativa mondiale che si terrà nel corso di questa settimana: fino al prossimo 7 ottobre si celebrerà la settimana vegetariana www.vegetarianweek.org
Anche in Italia si terranno alcune manifestazioni nelle maggiori città.
Commenti sugli allevamenti intensivi e le scelte sostenibili nel post :
A presto
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